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Rivelano presunto piano di fuga dell’oppositore venezuelano Leopoldo Lopez

Caracas, 12 gen (Prensa Latina) Il vicepresidente del Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV), Diosdado Cabello, rivelò un presunto piano di fuga dal carcere di Ramo Verde dell'oppositore Leopoldo Lopez, riferiscono oggi mezzi di stampa di circolazione nazionale.  

 
Militanti di Volontà Popolare (VP, partito di opposizione) avevano previsto di generare eventi di molta grandezza come strategia di distrazione per facilitare la fuga del politico carcerato, denunciò il deputato all’Assemblea Nazionale, come riporta questo giovedì Ultimas Noticias. 
 
Durante il programma “Col mazo dando”, trasmesso da Venezuelana di Televisione, il dirigente socialista accusò VP di essere uno dei partiti che apertamente boicottano il dialogo tra il Governo Bolivariano e rappresentanti della destra. 
 
In questo senso, ha invitato i membri del PSUV a “trincerarsi nei paraggi del Centro Nazionale di Sviluppo Militare Ramo Verde, a Los Teques (stato di Miranda), per evitare azioni destabilizzatrici di VP”. 
 
La difesa della Rivoluzione Bolivariana non è solo una responsabilità della Forza Armata Nazionale Bolivariana, né del presidente Nicolas Maduro o dei suoi ministri, è anche del popolo che deve mobilitarsi in maniera organizzata, commentò. 
 
Inoltre, accusò i deputati dell’AN, gli anche oppositori Luis Florido e Freddy Guevara, del supposto finanziamento di gruppi paramilitari nell’ovest di questa capitale, con l’appoggio della moglie di Lopez, Lilian Tintori, per eseguire il probabile piano di fuga. 
 
Cabello assicurò che le azioni destabilizzatrici di VP erano programmate per il prossimo 23 gennaio, data prevista per cercare di riscattare Leopoldo Lopez da Ramo Verde. 
 
Lopez, Coordinatore Nazionale Fondatore di VP, è un politico venezuelano di estrema destra, ex sindaco ed ex precandidato presidenziale, inabilitato per fatti di corruzione, vincolato ad istituzioni finanziate dalla CIA degli Stati Uniti. 
 
Ha diretto nel 2002 la marcia di opposizione al Palazzo di Miraflores (sede del Governo), a Caracas, che provocò la morte di decine di persone, propiziò il golpe di Stato ed il sequestro dell’allora presidente Hugo Chavez (1954-2013). 
 
In febbraio del 2014 realizzò incitamenti alla disubbidienza civile e l’esecuzione del piano La Salida, per mezzo delle “guarimbas” (chiusura arbitraria di strade con azioni violente) che lasciarono 43 morti e più di 800 feriti in Venezuela, ragione per la quale fu condannato a 13 anni di prigione. 
 
Ig/raj

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