domenica 21 Aprile 2024
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Grafici licenziati da Clarin continuano la lotta e preparano una manifestazione

Buenos Aires, 1º feb (Prensa Latina) A 17 giorni da essere stati licenziati, gli operai argentini dell’impianto stampante Arti Grafiche di Rio de la Plata, appartenente al gruppo Clarin, si mantengono giorno e notte nel locale e si preparano per una gran mobilitazione questo venerdì. 

 
Dietro le grate verdi dell’azienda, ubicata nel quartiere di Buenos Aires di Pompeya, il segretario generale di AGR-Clarin, Pablo Viñas, ha concesso un’intervista esclusiva con Prensa Latina, dove dettagliò che questa giornata di lotta sarà appoggia da vari sindacati. 
 
“Venerdì realizzeremo una gran mobilitazione che partirà dalla Piazza di Maggio fino al viale Callao, di fronte al ministero del Lavoro, per chiedere al ministro (Jorge Triaca) che intervenga in questo conflitto e possa risolverlo”, disse. 
 
Viñas, che insieme ai suoi compagni dirige questa protesta per recuperare i loro posti di lavoro, precisò che in questa giornata di lotta hanno confermato già la loro presenza vari sindacati come le due grandi centrali operaie CTA e CTA-autonoma. 
 
“Reclamiamo al ministro che deve intervenire affinché l’azienda si adegui alla legge ed i lavoratori ritornino ad occupare i loro posti, come è nostro diritto”, espresse il dirigente corporativo. 
 
“Qua tutte le riviste che facciamo noi in questo impianto, come le guide, i manuali scolastici, gli opuscoli del supermercato, proprio tutto si continua a produrre da un’altra parte”. 
 
“Capiamo che il ministero di Lavoro ci deve dare una risposta, una soluzione. Non abbiamo illusioni, però speriamo che il governo rifletta e che si renda conto che questo conflitto deve essere risolto”. 
 
“Disposti a passare il tempo che sia necessario in attesa di che ci restituiscano i nostri impieghi”, il gruppo di operai, di 380 che furono licenziati, rimangono giorno e notte nell’impianto ed hanno ricevuto la solidarietà di molte persone. 
 
“C’è stato un forte blocco mediatico su questo conflitto, ma il blocco informativo lo stiamo rompendo via internet e attraverso le reti sociali e con abbastanza dimostrazioni di solidarietà”, ha concluso Viñas. 
 
Ig/may 
 

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