giovedì 18 Aprile 2024
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RPDC nega relazione con la morte di Kim Jong-nam e denuncia complotto

Nazioni Unite, 13 mar (Prensa Latina) Il rappresentante permanente alterno della Repubblica Popolare Democratica della Corea (RPDC, Corea del Nord) presso l'ONU, Kim In Ryong, negò oggi qualunque relazione del suo paese con la morte di Kim Jong-nam in Malesia e denunciò una cospirazione per accusare Pyongyang. 

 
Dall’inizio di questo caso, abbiamo visto l’atteggiamento irresponsabile degli Stati Uniti e Corea del Sud per incolpare e screditare la RPDC, nonostante manchino molti elementi da mettere a fuoco e non contino con evidenze scientifiche per appoggiare le loro accuse, segnalò qui in dichiarazioni ai giornalisti. 
 
Secondo il diplomatico, “perfino un bambino sa chi trae vantaggio da questo caso”. 
 
Kim, fratellastro del leader nord coreano, Kim Jong-un, morì avvelenato dall’agente neurotossico VX nell’aeroporto internazionale di Kuala Lumpur, in Malesia, il 13 febbraio. 
 
Poco dopo di diffondersi la notizia, e senza conoscersi i dettagli di quanto è successo, la stampa sud coreana segnalava già che si trattava di un assassinio per avvelenamento, ha ricordato. 
 
D’accordo con l’ambasciatore, le accuse contro la RPDC meritano la qualifica di assurde, e la sostanza chimica impiegata potrebbe essere uscita dall’arsenale che gli Stati Uniti hanno in Corea del Sud. 
 
La morte di Kim provocò una crisi diplomatica con Malesia che fermò varie persone sospettose dell’assassinio, una di queste nord coreana. 
 
Ig/wmr 

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