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Il fantasma del golpe continua a girare intorno in Brasile, Dilma Rousseff

Messico, 24 apr (Prensa Latina) Il fantasma del golpe di Stato continua oggi a girare intorno in Brasile, affermò qui l'ex presidenta Dilma Rousseff che ha sottolineato che forzi reazionarie potrebbero cercare di ostacolare una vittoria elettorale dell'ex mandatario Inacio Lula da Silva. 

 
In un’intervista col quotidiano La Jornada, Rousseff disse che se le elezioni del 2018 trascorrono nella cornice costituzionale, Lula vincerà la presidenza. 
 
Ma non scartò che per mezzo neo-golpisti si invalidi il processo elettorale e non si rispetti il voto popolare. Il fantasma del golpe di Stato continua a girare intorno sul Brasile, allertò. 
 
Rousseff è in visita nella capitale messicana dove, insieme all’ex candidato presidenziale Cuauhtemoc Cardenas disserterà sul tema della democrazia in America Latina. 
 
Brasile sta vivendo un processo accelerato per imporre uno Stato di eccezione, con misure specifiche che corrodono la democrazia, ha affermato, sottolineando l’alta impopolarità del governo di Michel Temer. La gente si sta rendendo conto della verità, aggiunse. 
 
Espresse che nel suo paese si diede il golpe per “smantellare le politiche sociali e di sviluppo e per avviare il paese, politicamente, socialmente ed economicamente verso il neoliberalismo. Si sono eliminate le politiche sociali, si è venduto il patrimonio pubblico, si sono smantellati alcuni aziende statali”. 
 
“Per esempio, il Congresso illegittimo approvò un emendamento che congela per 20 anni la spesa nella salute e nell’ducazione. È una misura che evidenzia il suo carattere eminentemente autoritario, ed inoltre incostituzionale”, indicò. 
 
“D’altra parte, i golpisti incominciarono già a vendere il patrimonio nazionale, le risorse petroliere, le terre, a chi le voglia, perfino ai capitali stranieri”, delimitò. 
 
Secondo l’ex mandataria, man mano che si avvicinano le elezioni del 2018 la situazione nazionale diviene ancora più contraddittoria, con un’usura grande del governo e l’aumento della popolarità ed approvazione verso la candidatura di Lula. 
 
Intanto, sottolineò -, succede tutta questa valanga di accuse e giudizi per corruzione che hanno raggiunto già otto ministri, 24 senatori, 39 deputati federali, tre governatori ed un giudice del tribunale del conto pubblico. 
 
Ha detto che il golpe di Stato in Brasile ruppe le associazioni di relazioni interregionali. “Non sono interi né l’Unione delle Nazioni Sud-americane, né il Mercato Comune del Sud né la Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici, i tre organismi che in questo periodo sono cresciuti abbastanza”. 
 
Ig/ool 

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