lunedì 15 Aprile 2024
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Chiedono all’ONU di censurare posizione autoritaria e smisurata del governo Temer

Brasilia, 26 mag (Prensa Latina) Legislatori, organizzazioni sociali e studentesche, centrali sindacali, artisti ed intellettuali brasiliani sollecitarono all'ONU ed alla comunità internazionale a ripudiare la posizione autoritaria e smisurata del governo che oggi dirige Michel Temer. 

 
Le denunce sulle violazioni dei diritti umani nel paese si moltiplicano, sottolinearono gli autori di una lettera-denuncia consegnata ieri al coordinatore residente del Sistema delle Nazioni Unite in Brasile, Niki Fabiancic, da deputati federali dei partiti dei Lavoratori (PT) e Socialismo e Libertà (PSOL). 
 
Il documento deplora la violenta repressione di cui sono stati vittime i partecipanti in una manifestazione pacifica convocata il 24 maggio dalle centrali sindacali per ripudiare le riforme lavorative e del sistema delle pensioni spinte da Temer, esigere l’uscita di questo e convocare elezioni anticipate. 
 
La manifestazione “è stata duramente soffocata, come non si vedeva da tempo in uno Stato che si definisce democratico”, sottolinea per poi continuare affermando che poliziotti del Governo del Distretto Federale e della Forza Nazionale, “con un apparato gigantesco e mai visto dal periodo post-dittatura, ostacolarono l’installazione dell’atto”. 
 
Denuncia anche che dopo la deplorevole attuazione degli agenti dello Stato, Temer ordinò l’uso delle forze armate per reprimere la libertà di manifestazione in Brasilia, una decisione “arbitraria per non osservare i presupposti legali” per giustificare la misura. 
 
Sottolinea inoltre che anche i deputati federali e senatori che parteciparono alla manifestazione furono altrettanto picchiati, vittime della repressione e videro interrotta la loro attribuzione costituzionale. 
 
La lettera-denuncia fa un appello ugualmente sul fatto che lo stesso giorno in cui fu soffocata con violenza qui la manifestazione, nel municipio di Redencion, stato di Parà, furono massacrati 10 lavoratori rurali in un’azione della Polizia Militare, sommando già 36 i morti in conflitti agrari dall’inizio dell’anno. 
 
Ig/mpm 
 

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