domenica 14 Aprile 2024
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Forte animazione in Twitter per liberazione della leader sociale argentina

Buenos Aires, 30 mag (Prensa Latina) Centinaia di argentini sono protagonisti oggi di una forte animazione nella rete sociale Twitter per l'urgente scarcerazione della leader sociale Milagro Sala, considerata  prigioniera politica, a 500 giorni della sua detenzione. 

 
Con l’etichetta #500DiasMilagroPresaPolitica che è risultata essere tra la più commentata in questo servizio di microblogging in Argentina, personalità di varie sfere, difensori dei diritti umani, organizzazioni sociali e multiple voci si sollevano per la liberazione della Sala, che ha denunciato una costante e crescente fustigazione della quale è vittima nella prigione femminile di Alto Comedero, nella provincia di Jujuy. 
 
Il caso della leader del gruppo Tupac Amaru e deputata del Parlasur ha avuto una gran ripercussione dentro e fuori del paese. 
 
Il tuitazo per Milagro Sala risuona in questa piattaforma digitale, nella quale si ripete una frase: Libertà per Milagro. Si diffonde anche il video di artisti e personalità che hanno partecipato alla campagna per la sua scarcerazione come Cecilia Roth, Maria Oneto, Rita Cortese, Paola Barrientos e Liliana Herrero. 
 
Solo pochi giorni fa, il papa Francesco inviò alla leader sociale argentina una missiva nella quale le assicura che l’accompagna con le sue preghiere e spera che tutto si risolva bene e presto. 
 
Questo martedì l’avvocata di Sala, Elizabeth Gomez Alcorta, ha detto all’emittente Radio La Imposible che non hanno mai pensato che sarebbe stata arrestata per 500 giorni. La sua condanna è arbitraria, illegale ed ingiusta, manifestò. 
 
Fermata il 16 gennaio 2016, Sala è stata condannata in dicembre a tre anni di carcere in sospensione, nella prima di molte cause che le sono imputate, per essere istigatrice di lanciare uova contro il governatore di Jujuy, Gerardo Morales, allora senatore, in un atto pubblico nel 2009. 
 
Cinque organizzazioni internazionali, tra queste il Gruppo di Lavoro sulle Detenzioni Arbitrarie delle Nazioni Unite e l’Organizzazione degli Stati Americani, chiedono al governo di Mauricio Macri di metterla in libertà. 
 
Ig/may 

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