giovedì 25 Aprile 2024
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Cuba favorevole a dialogo con gli USA, ma senza rinunciare ai principi

Vienna, 19 giu (Prensa Latina) Cuba mantiene la sua disposizione a dialogare con gli Stati Uniti sulla base del rispetto, la reciprocità e senza rinunciare ai suoi principi o realizzare concessioni inerenti alla sua sovranità ed indipendenza, affermò oggi il ministro di Relazioni Estere, Bruno Rodriguez. 

 
“Cuba non negozierà i suoi principi né accetterà condizionamenti, come non l’ha mai fatto durante la storia della Rivoluzione”, sostenne il cancelliere in una conferenza stampa offerta in Austria, pochi giorni dopo che il presidente statunitense, Donald Trump, annunciasse misure dirette ad aumentare il bloqueo contro la nazione caraibica. 
 
Il ministro definì indignante il discorso del mandatario nordamericano e sottolineò che il pubblico presente era composto da personaggi che furono protagonisti di atti violenti, assassini ed atti terroristi. 
 
“Protesto presso il governo degli Stati Uniti per questa sfacciataggine”, affermò Rodriguez, che considerò che si trattò di “un grottesco spettacolo uscito dalla guerra fredda”. 
 
D’altra parte, il cancelliere affermò che “Cuba respinge energicamente le nuove misure che induriscono il bloqueo, fatto che denunceremo nella prossima Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ed in tutti i forum internazionali, per ingiusto, inumano, genocida ed illegale da punto di vista del Diritto Internazionale e della sovranità di altri paesi”. 
 
Il capo della diplomazia della nazione caraibica stimò che questa politica annunciata da Trump è assolutamente insostenibile nel tempo. 
 
“C’è una tendenza storica, sarà nel governo del presidente Trump o sarà nel seguente, ma non c’è dubbio che la storia e l’epoca obbligheranno ad un governo degli Stati Uniti a togliere il bloqueo ed a normalizzare le relazioni con Cuba”, sostenne in risposta ad una domanda di Prensa Latina. 
 
In questo senso, aggregò che “avremo la pazienza, la resistenza, e la decisione di aspettare fino a che questo momento arrivi, come di lavorare attivamente affinché questo succeda, con la compagnia dell’ampia maggioranza del popolo statunitense, dell’emigrazione cubana e della comunità internazionale”. 
 
Il ministro risaltò l’ampio rifiuto alle misure di Trump, constatato a Cuba e negli Stati Uniti, ed ha conciderato inoltre che questa politica danneggerà le relazioni di Washington con l’America Latina. 
 
“Queste misure impopolari ignorano l’appoggio maggioritario al sollevamento del bloqueo ed alla normalizzazione delle relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti da parte di membri del Congresso, includendo molti associati al Partito Repubblicano, il settore imprenditoriale, organizzazioni diverse della società civile, l’emigrazione cubana, la stampa, le reti sociali e l’opinione pubblica statunitense”, sostenne. 
 
Al rispetto, ricordò che secondo recenti inchieste nordamericane, il 73% degli statunitensi appoggia il sollevamento del bloqueo, come il 63% dei residenti cubani ed il 62% degli stessi repubblicani. 
 
Reiterando la posizione de L’Avana favorevole al dialogo, ratificò che “come si dimostrò con gli sviluppi raggiunti nei due ultimi anni, Cuba e gli Stati Uniti possono cooperare e convivere in forma civile, rispettando le profonde differenze tra i loro governi e promuovendo tutto quello che sia favorevole ad entrambe le nazioni e popoli”. 
 
In ogni modo, chiarì, ciò deve essere dentro una cornice di uguaglianza di condizioni, reciprocità e rispetto alla sovranità. 
 
“I cambiamenti che siano necessari a Cuba li deciderà sovranamente il popolo cubano, come sempre l’ha fatto. Non chiederemo a nessuno opinione né permesso”, ha concluso. 
 
oda/lmg

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