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Circondata da una moltitudine Cristina Fernandez lancia Unità Cittadina

Buenos Aires, 20 giu (Prensa Latina) Uno stadio strapieno Arsenal de Sarandí, nella provincia argentina di Buenos Aires, servì oggi per mettere in moto Unità Cittadina, col quale l'ex presidenta Cristina Fernandez ritorna a presentarsi alla grande nelle elezioni legislative. 

 
Migliaia e migliaia di persone si raggrupparono da ore del mezzogiorno per appoggiare questa piattaforma mentre Fernandez, nel suo primo gran atto di massa dopo terminare il suo ciclo come mandataria nel 2015, emozionata, ed in qualche momento con la voce rotta, lanciava le sue proposte. 
 
“Voglio tornare ad essere parte di un movimento politico dove il piu importante è il popolo, dove la cosa importante sono quelli che soffrono, quelli che hanno bisogno. Questa è l’Argentina che vogliamo, questa è Unità Cittadina affinché possano capirlo tutti” disse tra migliaia di urrà. 
 
Non bisogna abbassare le braccia, non bisogna diventare tristi, non bisogna piangere, questo deve darci le forze a tutti per sapere che dobbiamo costruire qualcosa di meglio di quello che abbiamo avuto fino ad ora, espresse Fernandez dalla tribuna mentre migliaia di persone -si calcola che fossero più di 30 mila – l’applaudivano. 
 
Ciao, disse salendo sulla tribuna, fatemi vedere le vostre bandiere, invitò i partecipanti. In fondo si ascoltava a viva voce il grido di Argentinaaaaaaaaa, patria sì, colonia no. 
 
L’ex governante ha fatto un appello per i presenti di mettere tutte le energie in organizzare e mobilitare i cittadini, i giovani, i compatrioti. 
 
Sento che hanno disorganizzato la vita alla gente che ci hanno disorganizzato la vita. Dobbiamo mettere un freno a questo Governo nelle prossime elezioni affinché finiscano i soprusi col popolo argentino, ha concluso. 
 
Con questo atto Fernandez avanza verso le elezioni legislative che avranno la loro prima fase il 13 agosto col PASO (Primarie aperte, simultanee ed obbligatorie) e dopo le Legislative il 22 ottobre, dove si rinnoverà un terzo del Senato e quasi la metà della Camera dei Deputati. 
 
Ig/may

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