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Evo Morales: i muri tra i popoli sono un attentato all’umanità

Tiquipaya, Bolivia, 20 giu (Prensa Latina) Il presidente boliviano, Evo Morales, condannò oggi la costruzione di muri e steccati negli Stati Uniti ed in Europa per frenare la migrazione, inaugurando il Vertice dei Popoli per un mondo senza barriere, verso una cittadinanza universale. 
 

“I muri tra popoli sono un attentato all’umanità”, affermò il mandatario davanti a migliaia di rappresentanti dell’Africa, Europa ed America, riunite nell’Università della Valle, dell’anche conosciuta come Città dei Fiori. 
 
Nel suo discorso, Evo Morales denunciò che gli stessi paesi che provocano guerre sono quelli che chiudono le porte e costruiscono muri per ostacolare coloro che fuggono dai conflitti per trovare un luogo sicuro. 
 
“I muri tra i popoli non proteggono, affrontano; non uniscono, dividono; non liberano, asfissiano; non uguagliano, discriminano; i muri incentivano la paura, promuovono il confronto ed il razzismo”, affermò Evo. 
 
Notò che le barriere vanno contro la storia dell’umanità, mutilano la scienza e la conoscenza, rinchiudono l’anima, infiammano l’animo e soffocano la libertà. 
 
“Nessun paese del mondo ha trionfato collocando muri, ha certificato solo e prolungato la sua decadenza”, disse il mandatario, ed affermò che nessuna società progredisce isolata. 
 
Il capo di Stato boliviano denunciò che 65 milioni di persone nel mondo si sono visti forzati ad abbandonare il luogo dove vivevano e tra esse ci sono più di 20 milioni di rifugiati. 
 
Solo l’anno scorso, migliaia di persone morirono cercando di attraversare il mare mediterraneo, disse. 
 
Inoltre Evo denunciò l’incremento delle deportazioni dagli Stati Uniti e precisò che tra il 2009 ed il 2016 ci furono più di cinque milioni di rimpatriati, tra questi tre milioni 300 mila catturati nella frontiera col Messico. 
 
I più vulnerabili sono i bambini, bambine e donne, assicurò. 
 
Per il presidente boliviano, non può esistere nel mondo nessun essere umano illegale, senza comunità, senza libertà, né cittadinanza. 
 
Ricordò che la dichiarazione universale dei diritti umani dell’ONU stabilisce che tutti nascono liberi ed hanno diritto alla mobilità umana. 
 
Alla Conferenza Mondiale dei Popoli assistono rappresentanti di più di 40 paesi e personalità come gli ex presidenti dell’Ecuador Rafael Correa e della Colombia Ernesto Samper, e l’ex capo del Governo spagnolo Josè Luis Rodriguez Zapatero. 
 
Ig/car

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