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Lula: Temer è inabile per governare Brasile

Brasilia, 27 giu (Prensa Latina) Il primo presidente brasiliano denunciato per corruzione in pieno esercizio delle sue funzioni, Michel Temer ''non ha le condizioni” per governare Brasile, sostenne oggi l'ex dignitario Luiz Inacio Lula da Silva.  

 
L’ideale sarebbe che il proprio Temer convocasse a nuove elezioni, affinché il paese possa raggiungere la pace e la democrazia che sta necessitando, manifestò il fondatore e leader del Partito dei Lavoratori (PT). 
 
Lula ha insistito nella sua difesa dell’immediata realizzazione di suffragi diretti e sottolineò che dopo il golpe parlamentare-giudiziale contro la presidentessa costituzionale Dilma Rousseff, l’anno scorso, le cose sono peggiorate sempre di più. 
 
Brasile era un paese che si era trasformato in protagonista internazionale e “oggi Temer è ricevuto a Mosca dal direttore dell’aeroporto, e dopo arriva ad un altro luogo (Norvegia) e lo riceve il terzo vice ministro”, deplorò in dichiarazioni a Radio Itatiaia, dello Stato di Minas Gerais. 
 
Questo prestigio che avevamo prima “sta finendo per mediocrità, per un golpe insensato”, ha insistito l’ex presidente e reiterò che la società deve credere che il domani può essere migliore. 
 
Temer fu denunciato ieri sera per corruzione passiva dal titolare della Procura Generale della Repubblica (PGR), Rodrgio Janot, a partire dalla delazione fatta dal proprietario del frigorifero JBS, Joesley Batista. 
 
L’imprenditore registrò in marzo scorso una compromettente conversazione col titolare del governo che ha provocato l’apertura di altre due investigazioni contro Temer: per ostruzione alla giustizia ed associazione criminale. 
 
D’accordo con l’accusa inviata da Janot al ministro della Corte Suprema Edson Fachin, Temer ha ricevuto tra marzo ed aprile scorsi per mezzo del suo ex assessore ed ex deputato federale Rodrigo Rocha Loures, anche denunciato ieri, mezzo milione di reali in bustarelle dalla JBS. 
 
Ora Fachin potrà concedere un termine di 15 giorni alla difesa dell’inquilino del Palazzo di Planalto per manifestarsi, prima che la denuncia sia inviata alla Camera dei Deputati che sarà, in definitiva, l’addetta ad accettarla o no. 
 
Inizialmente, corrisponderà che dia la sua approvazione la Commissione di Costituzione e Giustizia della Camera bassa, dove un quinto dei suoi 66 membri furono menzionati nelle denunce di ex dirigenti dell’azienda Odebrecht, uno dei bersagli principali dell’operazione Lava Jato, e della JBS. 
 
Se sarà accettata dall’arbitro federale, la denuncia si sottometterà all’analisi del plenarium della Camera dei Deputati e la sua approvazione richiederà allora dell’appoggio di due terzi (342 legislatori) dei suoi membri, affinché la denuncia passi ad essere giudicata dal Tribunale Supremo Federale per trattarsi di un delitto comune. 
 
Ig/mpm 

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