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Tribunale Supremo del Venezuela revoca arresti domiciliari agli oppositori

Caracas, 1º ago (Prensa Latina) Il Tribunale Supremo di Giustizia (TSJ) del Venezuela informò oggi la revoca degli arresti domiciliari ai dirigenti oppositori Leopoldo Lopez ed Antonio Ledezma. 

 
Un comunicato del TSJ precisò che il 31 luglio, i tribunali di controllo dell’Area Metropolitana di Caracas, revocarono gli arresti domiciliari di entrambi gli imputati, una volta verificato l’inadempimento delle condizioni imposte. 
 
Inoltre, aggregò, abbiamo ricevuto da fonti di intelligenza ufficiale, informazioni di un piano di fuga di Lopez e Ledezma, e per l’urgenza del caso, si attivarono i procedimenti corrispondenti. 
 
Sottolinea il massimo organo giudiziale che le condizioni imposte a Lopez non gli permettevano realizzare nessun tipo di proselitismo politico, questo in ragione della sentenza definitivamente confermata che pesa contro di lui, che decreta come pena la sua inabilitazione politica per il tempo in cui duri la condanna imposta. 
 
Ledezma, da parte sua, è in prigione da febbraio del 2015 accusato di cospirazione ed associazione per delinquere, essendo incluso in un piano per uccidere il presidente Nicolas Maduro. 
 
Dopo due mesi di arresto nel Centro Nazionale di Sviluppi Militari di Ramo Verde, nello stato Miranda, il compimento della sanzione era stato cambiato per una misura sostitutiva degli arresti domiciliari per motivi di salute, che includeva l’obbligo di astenersi da emettere dichiarazioni politiche. 
 
Entrambi gli imputati furono trasportati dalle loro case, da parte di funzionari del Servizio Bolivariano di Intelligenza Nazionale (Sebin), a centri di reclusione affinché proseguano il compimento delle pene imposte per delitti come associazione per delinquere. 
 
Secondo le autorità, a dispetto dei dettami della sentenza, lunedì scorso Ledezma diffuse un video nel quale qualificò l’elezione dell’Assemblea Nazionale Costituente -dove hanno partecipato più otto milioni di venezuelani – come una “frode annunciata” e faceva un appello alla gente affinché mantenesse le proteste violente sulla strada. 
 
Da parte sua, Lopez, domenica 30 luglio diffuse vari messaggi dal suo account in Twitter nei quali incitava i venezuelani ad ignorare l’ANC e convocava loro a creare ancora di più blocchi stradali in tutto il paese. 
 
Lopez compie una condanna di 13 anni, nove mesi e sette giorni di prigione per i delitti di istigazione pubblica, danni alla proprietà, incendio ed associazione per delinquere commessi durante l’esecuzione del piano insurrezionale La Salida, nel 2014. 
 
Ig/lb 
   

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