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È ora che l’umanità si ribelli, dice il generale Padrino

Caracas, 14 ago (Prensa Latina) È ora che tutta l'umanità si ribelli e capisca che le guerre non hanno propositi nobili, affermò oggi il ministro venezuelano della Difesa, generale Vladimir Padrino, respingendo le minacce degli Stati Uniti contro Venezuela. 

 
L’alto ufficiale sottolineò questo lunedì, dal Forte Tiuna nella capitale, che i membri dell’alto comando militare valuteranno le ultime azioni che pretendono attentare alla sovranità del Venezuela, dopo le minacce di intervento militare proferite da Washington. 
 
“Facciamo un appello all’unione nazionale. A partire da adesso stiamo prendendo tutte le misure insieme al popolo venezuelano per difendere il nostro spazio geografico”, enfatizzò il ministro della Difesa. 
 
“Davanti al fallimento della strategia del golpe soave -aggregò il generale Padrino – o la creazione di condizioni per un’insurrezione, l’impero nordamericano si è tolto la maschera per proclamare l’aggressione militare”. 
 
L’anche vicepresidente venezuelano criticò anche le posizioni ambigue adottate da alcuni settori della destra oppositrice, rispetto alle recenti minacce del mandatario statunitense, Donald Trump. 
 
“Non ci possono essere posizioni ambivalenti, ambigue, come quella che ha l’opposizione venezuelana. È o non è: sei venezuelano, sei patriota, o sei pro yankee. Si tratta di un tema di sopravvivenza della nazione”, precisò il generale Padrino. 
 
Alcuni settori dell’opposizione politica venezuelana insistono sulla possibilità, con l’appoggio degli Stati Uniti, di continuare con la scalata della violenza politica e la destabilizzazione economica, per generare instabilità e giustificare il rovesciamento del presidente costituzionale, Nicolas Maduro. 
 
Padrino ricordò che le minacce militari proferite dall’amministrazione di Trump corrispondono al corollario di un piano interventista contro la nazione caraibica, che si è venuto scatenando attraverso azioni come la dichiarazione di “minaccia inusuale e straordinaria” fatta da Barack Obama nel 2015 e confermata nel 2016. 
 
Ig/jlr

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