giovedì 18 Aprile 2024
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Scandalo di corruzione scuote la Procura Generale del Venezuela

Lo scandalo di corruzione che scuote oggi la Procura Generale in Venezuela conferma apparentemente le accuse recenti contro l'ex titolare di quell'organo, Luisa Ortega, che è accusata di lasciare impuni i responsabili di delitti condannabili. 

 
Ortega, destituita alcuni giorni fa della sua alta carica dall’Assemblea Nazionale Costituente (ANC), si trasformò nella miccia incendiaria che utilizzò l’estrema destra venezuelana per generare uno scenario di caos e destabilizzazione, che provocò la morte di più di 100 persone a conseguenza della violenza sulle strade. 
 
Ma se non furono sufficienti gli argomenti per sospenderla dalla sua posizione dentro il potere giuridico, ora un nuovo scandalo colpisce l’ex procuratrice generale, incluso con suo marito, il deputato German Ferrer. 
 
Appaiono anche coinvolti altri funzionari della procura, in una rete di estorsione che portò fuori dal paese più di sei milioni di dollari, depositati in banche delle Bahamas, come denunciano le autorità venezuelane. 
 
Ieri, le nuove autorità del Pubblico Ministero presentarono alla stampa sei fogli originali che provano le azioni criminali degli imputati che potranno essere giudicati per delitti di corruzione, estorsione, associazione per delinquere e legittimazione di capitali. 
 
Il nuovo pubblico ministero generale venezuelano, Tareck Willam Saab, sottolineò che sono incriminati inoltre il procuratore Pedro Lupera e Luis Sanchez, e Gioconda Gonzalez, antica direttrice dell’ufficio di Ortega nel Pubblico Ministero, tra gli altri funzionari. 
 
Saab dettagliò che l’origine di questi fondi illeciti proviene dall’utilizzo indebito di un’investigazione di delitti di corruzione nella fascia petrolifera dell’Orinoco, fatto che finì con l’estorsione di imprenditori vincolati a questa zona petrolifera. 
 
Da parte sua, il primo vicepresidente del Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV), Diosdado Cabello, precisò mercoledì scorso che questa rete fu attivata dopo che il governo ordinò l’investigazione delle aziende del settore petrolifero. 
 
A partire da quel momento -commentò Cabello – i pubblici ministeri designati per questo compito chiamarono gli imprenditori per “riscuotere delle bustarelle, come una mafia”. 
 
Il dirigente socialista spiegò che un primo conto fu aperto dal pubblico ministero ausiliare Luis Sanchez, il 5 aprile 2016, per un importo di 669 mila dollari, ed il giorno dopo si realizzò l’apertura di un secondo conto da parte di Pedro Lopera (pubblico ministero principale) e German Ferrer, per un milione di dollari. 
 
Al terzo giorno -aggregò Cabello -, Ferrer e Sanchez aprirono un terzo conto per lo stesso importo (un milione di dollari), e la stessa cosa l’ha fatta l’avvocato difensore dell’ex procuratore, Josè Rafael Parra, attualmente detenuto, e che aprì un quarto conto per un milione 50 mila dollari. 
 
La stessa cosa fece Gioconda Garcia, accompagnata da Parra, che aprì un quinto conto bancario per l’importo di un milione 669321 dollari, secondo la stessa fonte. 
 
Cabello precisò che “Gioconda Garcia” è la stessa Gioconda Gonzalez, ex direttrice dell’ufficio di Ortega, la cui identità si mantenne nascosta mediante l’uso di un doppio passaporto. 
 
Spiegò anche che il Centro di Investigazione contro il Crimine delle Americhe iniziò in marzo un’investigazione, basata sulle denunce di una presunta rete di estorsione e corruzione che operava nella Procura Generale della Repubblica, mentre investigava i casi delle compagnie PDVSA (Petroli del Venezuela) e la brasiliana Odebrecht. 
 
La Corte Suprema di Giustizia del Venezuela ha dettato i mandati di cattura contro vari degli accusati in questo fatto di corruzione ed estorsione, mentre continuano le investigazioni. 
 
Miguel Fernandez Martinez, corrispondente di Prensa Latina in Venezuela

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