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Fratello dell’argentino scomparso chiede di non arrendersi

Buenos Aires, 5 set (Prensa Latina) Il fratello di Santiago Maldonado, il giovane argentino sparito più di un mese fa, ha chiesto oggi ai suoi compatrioti di non abbassare le braccia e continuare a denunciare i fatti. 

 
Il caso del giovane artigiano di 28 anni è il tema del giorno da varie settimane nel paese, il cui popolo è uscito a protestare per esigere la sua apparizione con vita. 
 
Maldonado sparì lo scorso 1º agosto durante la repressione registrata nella località da Cushamen, nella provincia di Chubut, da parte di forze della gendarmeria contro la comunità mapuche di Pu Lof in Resistenza che occupano le terre appartenenti all’italiano Benetton. 
 
Sono passati 35 giorni ed ancora non vediamo risultati. Ringraziamo per la comunità mapuche che si presentò a dichiarare oggi, espresse in una conferenza stampa Esquel Sergio Maldonado. 
 
Inoltre, riferì che le manifestazioni sono molto positive e chiese alla gente che continui ad andare e non si lascino spaventare per gli incidenti delle ultime manifestazioni “perché furono tutti preparati antecedentemente”, in riferimento ai fatti registrati venerdì scorso nella Plaza de Mayo, che terminarono con 30 detenuti e 17 feriti. 
 
Veronica Heredia, avvocata del Centro degli Studio Legali e Sociali (CELS), sottolineò che continua a fortificare “l’unica ipotesi che si conosce dal primo momento, cioè che si tratta di una sparizione forzata”. 
 
“Santiago, disse, è stato dal 31 luglio sul posto ed il 1º agosto fu brutalmente colpito da tre gendarmi e fatto salire con forza in una camionetta”. 
 
“Tutto questo è stato detto dal primo momento, le autorità non vogliono ascoltare, non vogliono vedere, non vogliono assumere, tutto ciò è già fortificato nella causa ogni giorno di più”, ha concluso. 
 
Ig/may

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