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Attivisti dei diritti umani difendono il popolo saharawi a Ginevra

Ginevra, 21 set (Prensa Latina) Attivisti dei diritti umani sollecitarono oggi l'inclusione del caso dei 23 prigionieri politici saharawi di Gdeim Izik tra i lavori della squadra specializzata in detenzioni arbitrarie del Consiglio dei diritti umani dell'ONU. 

 
Vari difensori di questi prigionieri sanzionati con pene durissime il 19 luglio scorso per la morte di 11 militari in una manifestazione in novembre del 2010 nel loro territorio occupato denunciarono le violazioni contro i reclusi, in una conferenza del Movimento Internazionale di Riconciliazione nel seno dell’ONU.
 
I conferenzieri argomentarono che i prigionieri politici di Gdeim Izik, una demarcazione vicina alla capitale saharawi, El Aaiún, furono arrestati dopo lo smantellamento dell’accampamento di rifugiati saharawi in quella regione, e furono torturati dalla loro detenzione nei carceri marocchini di Salè 1 e Salè 2. 
 
Rappresentanti dell’Organizzazione Cristiana per l’Abolizione delle Torture argomentarono che il processo giudiziale contro questi prigionieri politici è stato una farsa e che le sentenze non hanno fondamento giuridico e prove sufficienti; questi fatti sono stati raccolti nei dossier degli organismi che seguirono il processo. 
 
L’attivista saharawi e membro del Comitato delle Famiglie dei Prigionieri Politici di Gdeim Izik, Mustafá Mashdufi, spiegò, da parte sua, la terribile situazione dei reclusi per le violazioni dei diritti di base, come quello di essere visitati, comunicarsi col mondo esterno e ricevere trattamento medico. 
 
Ig/apb

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