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Dossier ONU-OPAQ accusa il governo siriano di usare armi chimiche

Nazioni Unite, 26 ott (Prensa Latina) Il Meccanismo di Investigazione Congiunta (JIM) dell'ONU e l'Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (OPAQ) presentò oggi qui un dossier nel quale accusa il governo siriano di usare gas sarin a Khan Sheikhoun. 

 
In realtà non genera sorpresa il dossier consegnato al Consiglio di Sicurezza dal meccanismo attivato nel 2015 dall’organo di 15 membri, soprattutto per quelli che come Russia hanno manifestato i loro dubbi sull’agire del JIM ed hanno sottolineato l’impegno dell’occidente per demonizzare ancora di più Damasco. 
 
Secondo gli investigatori, il governo è colpevole dell’attacco con sarin del 4 aprile a Khan Sheikhoun, dove decine di civili persero la vita. 
 
Gli Stati Uniti avevano attribuito già questa azione a Damasco, e per questo che tre giorni dopo, il 7 aprile, hanno lanciato 59 missili Tomahawk contro la base aerea di Shayrat, dalla quale vogliono farci credere che decollò l’aeronave responsabile di asfissiare persone innocenti. 
 
Tuttavia, esperti russi mettono in dubbio le evidenze presentate per accusare Siria, tra queste un cratere che assicurano è stato il risultato dell’impatto della bomba portatrice della velenosa sostanza. 
 
Al rispetto, il capo del Dipartimento di Non Proliferazione e Controllo di Armi della Cancelleria russa, Mijail Ulyanov, affermò che un cratere di quella natura sarebbe almeno due volte maggiore e più profondo che l’esistente, se seguiamo l’ipotesi che l’artefatto sia stato fatto esplodere dalla terra. 
 
Russia e Siria hanno insistito sul fatto che Damasco non avrebbe niente da guadagnare dal punto di vista militare e strategico con l’allegato uso delle armi chimiche nel conflitto, per questo che ricorrono alla versione del tentativo di ingrossare l’espediente accusatorio che prepara occidente e così giustificare nuove aggressioni. 
 
In questo scenario, Mosca vietò ieri nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU la rinnovazione per un altro anno del JIM, benché mettesse in chiaro che la sua posizione non è definitiva. 
 
Il rappresentante permanente russo, Vassily Nebenzia, tentò senza successo di posporre la votazione, con l’argomento che l’estensione doveva analizzarsi dopo aver presentato e dibattuto oggi il dossier di questo meccanismo. 
 
Ig/wmt

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