sabato 13 Aprile 2024
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Difficile congiuntura per la pace in Colombia

Bogotà, 6 nov (Prensa Latina) L'unica formula sicura per aprire la porta ad un futuro migliore per tutti in Colombia è l'implementazione degli Accordi de L'Avana, segnalò oggi in Twitter il presidente del FARC, Rodrigo Londoño (Timochenko). 

 
L’affermazione del candidato alla presidenza del paese non sembra oziosa, perché mentre si avvicina la fine del fast track (via rapida) per il tramite nel Congresso delle leggi per la pace, ostacoli giuridici alla partecipazione politica del FARC continuano a sommare tensione in Colombia. 
 
In aggiunta alla dilazione nel Congresso del dibattito e votazione dei disegni di legge necessari per la pace, ora appaiono avvertenze della Commissione di Seguito ai Delitti Elettorali sulle supposte inabilitazioni dell’ex guerriglia per aspirare alla lotta elettorale. 
 
Giustamente quando il FARC annunciò la sua candidatura per la presidenza, protetta dalla personalità giuridica concessa dal Consiglio Elettorale Nazionale, la commissione citata prima mette in bilico la partecipazione politica del nuovo partito, affermando che dovrebbero presentare certificati di antecedenti emessi dalla Procura per entrare legalmente alle elezioni. 
 
Un altro scivolone per un gruppo che ha compiuto alla lettera tutto ciò che si è pattuito a L’Avana, soprattutto il totale abbandono delle armi. 
 
Benché il governo abbia detto che valuterà se sospendere le presunte inabilità del FARC, ha di fronte a sé settori poderosi contrari all’Accordo di Pace in mezzo ad una congiuntura elettorale, dove gli atti sono più centrati nelle prossime elezioni che nella necessità di guarire le ferite di un paese marcato dall’orrore della guerra. 
 
La nuova scaramuccia si presenta inoltre quando manca solo una settimana dall’inizio dell’iscrizione dei candidati per le elezioni del 2018, processo che durerà dall’11 novembre all’11 dicembre ed è noto che in compimento con gli Accordi di Pace, il FARC ha almeno diritto a 10 seggi nel Congresso nelle prossime due legislature. 
 
“Pacta sunt servanda” (ciò che è pattuito obbliga), sottolineò in una conferenza stampa la settimana anteriore Ivan Marquez, dirigente del Consiglio Politico Nazionale della Forza Alternativa Rivoluzionaria del Comune (FARC). 
 
“Non vogliamo inganni, vogliamo che si realizzino gli accordi. Noi abbiamo compiuto in tutto”, rimarcò l’ex capo delle negoziazioni a L’Avana per le allora Forze Armate Rivoluzionaria della Colombia-Esercito del Popolo. 
 
Ig/tpa

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