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Il consigliere presidenziale libanese denuncia il piano per attaccare il Libano

Beirut, 15 nov (Prensa Latina) Il consigliere della presidenza libanese, Jean Aziz, ha denunciato che un gruppo di figure influenti nel Governo degli Stati Uniti ha cospirato contro Libano e che il Primo Ministro Saad Hariri è una vittima di questo complotto.

In un’intervista trasmessa oggi dal canale multinazionale Al Mayadeen, Aziz ha chiarito che si responsabilizza delle sue dichiarazioni e la divulgazione di tale piano macabro che solo l’unità del paese ha impedito che si realizzi.

Abbiamo ricevuto un messaggio diretto dall’estero otto giorni fa, ha detto, il che indica che nel Libano c’è un ritorno alla vigilia dell’invasione israeliana del 1982.

“Per questo motivo, quel gruppo di cospiratori statunitensi ha detto che è stata presa una decisione internazionale per attaccare la nazione dei cedri e ciò che resta da fare è adottare tutte le precauzioni possibili per proteggerci”, le hanno raccomandato.  

“La nostra risposta è stata chiara e forte”, ha sottolineato il consigliere presidenziale, “nel 1982 l’obiettivo era colpire l’Organizzazione di Liberazione della Palestina, ma oggi non ci sono gruppi stranieri nel Libano, solo libanesi, patrioti e sovrani e ogni attacco sarà visto come un’aggressione al paese”.

Aziz ha spiegato che a differenza del 1982 “oggi le aggressioni possono essere effettuate da varie parti e vie, ed utilizzeranno tutti i mezzi, sarà una guerra aperta per finire quello che hanno chiamato un gioco in cui il paese era entrato anni fa”.

“La guerra è politica, è economica, è diplomatica e con tutti i tipi di mezzi e di armi che vogliono utilizzare i paesi nemici del Libano per colpire l’unità libanese”, ha aggiunto.

Lo specialista ha sottolineato che il messaggio è stato mescolato con le informazioni pubblicate in giornali occidentali prestigiosi, su un gruppo di funzionari influenti statunitensi che insieme a molti dei loro omologhi in Medio Oriente, hanno cercato di imporre al Libano un assedio, un golpe immenso od una invasione generalizzata, che non doveva necessariamente essere militare.

E poi ha sottolineato che era chiaro che il Primo Ministro Hariri ha respinto tale piano, e forse quel rifiuto l’ha portato alle circostanze in cui si trova dal 4 novembre.

L’opposizione dimostrata dal Primo Ministro e la posizione della sua famiglia e del suo gruppo politico, ha aggiunto, oltre all’unità ed all’impegno dei libanesi uniti intorno al Presidente, sono stati quelli che hanno fatto abortire questo piano macabro.

Ha anche elogiato la posizione dei palestinesi che hanno rifiutato di partecipare al piano nemico contro Libano.

“C’era un’enorme trappola, affinché Libano si trovasse nel caos interno e diviso a tutti i livelli”.

Ig/omr/arco

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