mercoledì 17 Aprile 2024
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Rifiutano l’autorità del Tribunale Supremo Elettorale dell’Honduras

Tegucigalpa, 7 dic (Prensa Latina) La Convergenza contro la Continuità, conformata da diversi settori della società, ha rifiutato oggi l'autorità del Tribunale Supremo Elettorale (TSE) dell’Honduras ed ha fatto un appello perché il popolo continui una mobilitazione totale pacifica e permanente contro la frode. 

 
In un comunicato, l’organizzazione ha segnalato che disistima i risultati offerti dal TSE ed ha denunciato che la candidatura alla rielezione del presidente Juan Orlando Hernandez è incostituzionale, per cui non può risultare come vincitore nei suffragi celebrati il 26 novembre. 
 
Secondo Convergenza, il TSE è incorso in un delitto iscrivendo la candidatura di Orlando Hernandez ed ha raggiunto il più alto livello di sfiducia e discredito presso la società. 
 
Per ciò considera che il processo elettorale è nullo e tutto dentro lo stesso è inutile, per questo che sollecita si metta in moto una convocazione per nuovi suffragi sotto stretta supervisione internazionale. 
 
Inoltre esige che si tolga il coprifuoco che è valido ancora nel paese in nove dipartimenti e si investighino gli assassinati e le violazioni registrati in questo contesto. 
 
Nel comunicato, letto dal suo portavoce Carlos H. Reyes, Convergenza sostiene che la mobilitazione permanente e pacifica del popolo deve mantenersi nel paese fino a quando riesca ad abbattersi la frode, ritorni la democrazia e lo Stato di Diritto con Salvador Nasralla come presidente eletto. 
 
A sua volta, Nasralla, candidato presidenziale per l’Alleanza dell’Opposizione contro la Dittatura, ha reiterato che ignora il TSE come arbitro, perché da quell’organismo si è forgiata una frode contro di lui a favore di Hernandez, che il vero colpevole e mandante. 
 
D’altra parte, il coordinatore generale dell’Alleanza, l’ex presidente Manuel Zelaya, ha annunciato che a partire dal sabato cominceranno le mobilitazioni a livello nazionale in difesa del trionfo di Nasralla. 
 
Zelaya ha sottolineato che il popolo ha già scelto Nasralla come nuovo presidente, per questo l’unica opzione che rimane ad Hernandez è quella di abbandonare il governo il 27 gennaio. Questo è il termine che ha, ha enfatizzato. 
 
Intanto, la crisi generata nel paese per le irregolarità scoperte e le denunce di frode hanno portato gli osservatori nazionali e stranieri ad astenersi da certificare la trasparenza del processo. 
 
Ed è che davanti a tante inconsistenze osservate durante quasi due settimane nessuno osa già, fuori dal Partito Nazionale, a convalidare la credibilità di un tribunale molto discusso per il suo adempimento torbido durante il processo elettorale. 
 
Ig/acl 

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