martedì 23 Aprile 2024
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Zelaya fa un appello alle forze armate honduregne affinché smettano di reprimere

Tegucigalpa, 21 dic (Prensa Latina) Il coordinatore generale dell'Alleanza di Opposizione contro la Dittatura, l'ex presidente Manuel Zelaya, ha fatto un appello oggi alle forze armate honduregne affinché smettano di reprimere e di uccidere. 

 
In una lettera aperta diretta ai membri che conformano questo corpo armato, Zelaya sostiene che si stanno vivendo momenti drammatici per il paese, perché stanno imponendolo una dittatura, una frode elettorale e la rielezione illegale dell’attuale presidente Juan Orlando Hernandez. 
 
“Le forze armate si sono comportate storicamente come un Esercito di occupazione al servizio delle multinazionali e delle oligarchie, ma oggi hanno l’opportunità di riconciliarsi con la Patria. Lo storia dà solo un’opportunità alla grandezza”, espressa. 
 
Inoltre, Zelaya fa un appello ai militari affinché assumano il compito di fare rispettare i diritti del popolo e la democrazia honduregna. 
 
“Smettetela di reprimere, non più sangue di innocenti, non più battute di caccia umane durante la notte. Che cessino gli assassinati”, enfatizza. 
 
Il coordinatore generale dell’Alleanza puntualizza che il popolo in base al suo diritto costituzionale si è alzato in protesta davanti alla frode elettorale più ridicola e sfacciata nella storia dall’America Latina, contro l’elezione di Salvador Nasralla, candidato presidenziale di questa forza politica. 
 
Una frode, come manifesta, commessa da una combriccola di delinquenti che davanti alle manifestazioni di indignazione del popolo, ordina all’Esercito di rispondere con violenza criminale e trattare i suoi fratelli come nemici. 
 
“Voi militari non siete obbligati ad eseguire ordini illegali ed immorali. In forma ingiustificata ed irrazionale avete assassinato 34 compatrioti ed assumerete la responsabilità di questi crimini sulle vostre coscienze” , segnala. 
 
A sua volta, afferma che la legge li obbliga ad investigare immediatamente ogni caso e consegnare gli assassini affinché scontino condanne esemplari. 
 
“Non è tempo di ipocrisia né adulazioni, la maggioranza di voi proviene dalle viscere dello stesso popolo che oggi mitragliate, asfissiate con gas lacrimogeni e colpite duramente. Voi, i militari, non potete giustificarvi nell’obbedienza dovuta. Chi ordina un crimine ed il suo esecutore sono colpevoli allo stesso modo”, accentua. 
 
Nel testo Zelaya ricorda all’Esercito che il nemico non è il popolo se non chi fa frode; chi violenta la Costituzione ed invia ad ammazzare. 
 
“Esigiamo sospensione immediata della repressione e degli assassinati politici”, conclude. 
 
Ig/acl 
 

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