lunedì 22 Aprile 2024
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Crescono le critiche per l’indulto ad Alberto Fujimori

Lima, 25 dic (Prensa Latina) Le proteste in numerose città peruviane contro l'indulto all'ex governante Alberto Fujimori e dure critiche alla misura mettono oggi in dubbio l'obiettivo di riconciliazione attribuito al perdono concesso dal presidente. 

 
Mentre Fujimori aspetta solo la dimissione dall’ospedale per rimanere completamente libero, migliaia di manifestanti hanno fatto sentire la loro protesta proprio la vigilia di Natale, mobilitandosi fino alle vicinanze della casa del mandatario Pedro Pablo Kuczynski. 
 
I manifestanti sono arrivati in piccoli gruppi dopo essere stati sloggiati dalla polizia con gas lacrimogeni dalla piazza San Martin, senza che riuscissero ad arrivare fino al vicino Palazzo di Governo. 
 
Un forte spiegamento della polizia intorno alla casa presidenziale ha ostacolato, anche con gas lacrimogeni, che arrivassero i giovani indignati per l’indulto umanitario concesso all’ex governante. 
 
I manifestanti hanno poi deciso di tornare a protestare oggi nella zona e nell’interno, in città come Cusco, Huaraz, Puno, Trujillo, Tacna ed Arequipa, si replicarono le proteste contro la libertà concessa a Fujimori, condannato a 25 anni di carcere per crimini di lesa umanità e corruzione. 
 
Nel frattempo, dirigenti progressisti come Veronika Mendoza ha accusato Kuczynski di tradimento e di un’infame negoziazione con una frazione del “fujimorismo” affinché si astenga e salvi dalla destituzione il presidente in una votazione parlamentare. 
 
Analisti conservatori come l’ex ministro Antero Flores Araoz ha consigliato al mandatario di affrontare la complessa congiuntura convocando all’accordo, fatto che implica approfondire un intendimento col “fujimorismo” che ha cercato di farlo dimettere e col quale sembrava avere rotto tutti i rapporti dopo il fallimento di questo tentativo. 
 
Tuttavia, il giurista ed analista politico Joseph Campo ha detto che questo scambio, lontano da aiutare la riconciliazione e la governabilità, le mette a rischio, perché determina una rottura con le forze democratiche che l’aiutarono di fronte all’autoritarismo “fujimorista”. 
 
“Ha buttato via la governabilità”, ha affermato, segnalando che davanti alla convinzione generalizzata che Kuczynski ha fatto uno scambio con l’indulto per Fujimori per restare nel governo, il partito “fujimorista” Forza Popolare (FP), maggioritario nel parlamento, aumenterà la sua belligeranza contro il mandatario per mettere una certa distanza da questo scambio infame. 
 
Sebbene Kuczynski aveva annunciato mesi fa che avrebbe potuto perdonare l’ex governante di 79 anni, almeno due parlamentari, hanno rinunciato al partito di governo come protesta alla decisione. 
 
La portavoce parlamentare di FP, Milagros Salazar, sebbene ha appoggiato la libertà del suo mentore, considerò “deplorevole per il paese che Kuczynski abbia cambiato la sua permanenza nell’incarico per un indulto”, fatto che qualificò come una situazione censurabile di “compromessi ed accordi nascosti”. 
 
Ig/mrs

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