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Organismo umanitario condanna sospensione del giudizio dei saharawi

Algeri, 15 feb (Prensa Latina) Il Comitato Nazionale Saharawi per i diritti umani (Cnsdh) ha condannato oggi la proroga da parte del Marocco fino al prossimo 13 marzo del giudizio contro 15 carcerati politici conosciuti come il ”Gruppo degli studenti”. 

 
L’organismo umanitario ha anche denunciato “la detenzione arbitraria ed ingiusta” dei processati per azioni indipendentiste contro l’occupazione del Sahara Occidentale da parte dell’esercito di Rabat, considerate illegali per la giustizia marocchina. 
 
Gli attivisti del Cnsdh hanno respinto la repressione e le misure arbitrarie contro gli studenti da parte dell’amministrazione penitenziaria di Marrakech dove sono imprigionati, ed esigerono la loro liberazione immediata ed incondizionata. 
 
L’organizzazione dei diritti umani ha inoltre affermato la sua solidarietà con tutti i carcerati politici saharawi ed i loro parenti, “che soffrono dal Marocco trattamenti spregevoli e contrari a tutte le norme e convenzioni internazionali”. 
 
Il Cnsdh ha elogiato l’unità degli studenti saharawi che sfidano le autorità coloniali, ed ha fatto un appello alle forze della giustizia, ai mezzi di comunicazione e personalità internazionali a fare pressioni sul Marocco affinché liberi tutti i saharawi prigionieri nelle carceri di Rabat. 
 
Un tribunale d’appello del Marocco ha posposto il dilatato processo contro gli studenti che si lamentano anche che le forze occupanti impediscono ai loro parenti di accedere alla sala del giudizio, “in modi diversi e senza nessuna giustificazione legale”. 
 
Il governo della Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD) considera che i processi giudiziali contro indipendentisti saharawi sono simulati ed ingiusti e colpiscono in generale la popolazione dei territori occupati. 
 
Marocco ha invaso la regione nel 1975 dopo la ritirata della Spagna, anteriore potenzia occupante (dal 1884), ed un anno dopo, nel 1976, i patrioti fondarono la RASD, sotto la leadership del Fronte Polisario. 
 
Il governo e la direzione di quell’organizzazione, braccio politico e militare del paese, esigono alla comunità la convocazione di un referendum di autodeterminazione, promesso nel 1991 dall’ONU, quando ha mediato ed è riuscita ad ottenere un armistizio nella guerra tra il F. Polisario e l’esercito invasore, e mai indetto. 
 
Ig/apb 

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