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“Intersocial Feminista” uruguaiana convoca la cittadinanza alla manifestazione dell’8 marzo

Montevideo, 28 feb (Prensa Latina) “Intersocial Feminista” uruguaiana ha convocato oggi tutte le donne e la cittadinanza in generale alla manifestazione dell’8 marzo che sarà in difesa dei diritti delle donne.

In un annuncio pubblicato in questa capitale, la coordinatrice, appoggiata da più di una ventina di organizzazioni femministe, dei diritti umani, del movimento sindacale e dei diritti dei bambini e degli adolescenti a livello nazionale, ha fatto un appello per esigere la parità di genere negli incarichi rappresentativi.

“Diciamo basta alle molteplici discriminazioni che subiamo noi donne”, ha indicato in una delle parti del documento ed ha menzionato le donne africane, le indigene, le contadine, le lavoratrici domestiche, le ragazze, le transessuali e le lesbiche, tra le altre.

“Ci manifesteremo per denunciare la violenza razziale e di genere che subiamo noi donne afro-uruguaiane e migranti”, ha segnalato.

Suddetta disuguaglianza, ha spiegato il testo, genera la cultura maschilista che “produce la violenza sessuale, lo stalking, la tratta, la prostituzione forzata e la violenza istituzionale” ed ha riconosciuto che, pur essendo le donne la metà della popolazione “siamo la minoranza scandalosa” negli incarichi politici, parlamentari, nelle aziende e nei municipi.

Il testo ha anche affrontato il tema della violenza di genere ed ha ricordato che l’anno scorso più di 30 donne uruguaiane sono state uccise e finora nel 2018 già sei sono state vittime di questo male sociale.

“Ci manifestiamo affinché la Legge Integrale per garantire alle donne una vita libera dalla violenza di genere abbia un bilancio reale per la sua attuazione effettiva”, ha chiesto.

In questo senso, hanno anche esatto che lo Stato continui ad utilizzare il sistema di cavigliere elettroniche per il controllo dell’aggressore ed il “sistema giudiziario compia con le misure stabilite.”

L’ “Intersocial Feminista” ha anche esatto che i servizi per l’aborto in tutto il paese siano “accessibili per tutte le donne” e che l’aborto sia legale per tutte le “donne del continente”.

Ig/omr/jcd

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