mercoledì 17 Aprile 2024
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Russia-USA: la manipolazione necessaria?

L'intervista della catena di televisione NBC al presidente Vladimir Putin dimostra chiaramente fino a dove possono arrivare a Washington per mantenere il tema del confronto e dei falsi argomenti per giustificarlo. 

 
Gli Stati Uniti sono interessati a presentare Russia come il gran nemico e con questo spiegare l’aumento di spese militari e la necessità di applicare contro questa nazione euroasiatica gruppi di sanzioni unilaterali che sembrano non finire mai. 
 
Putin ha accettato un’intervista con la menzionata catena nordamericana con la speranza che la sua opinione arrivasse al telespettatore nordamericano, ma il suo messaggio è stato distorto per dimostrare che NBC attaccava Russia. 
 
In realtà il titolo dell’intervista, “Un attacco contro Putin”, cerca di proiettare al pubblico un attacco costante della giornalista Megyn Kelly al mandatario russo e così è stato. 
 
La russo-fobia nel paese settentrionale, prodotta da una campagna mediatica montata bene, porta perfino gli stessi mezzi di diffusione a tentare una riduzione al minimo possibile di qualunque segno di relazione positiva con Russia. 
 
Così, nonostante Putin richiamasse in reiterate occasioni durante l’intervista alla cooperazione con Washington, tali dichiarazioni non sono mai state messe in onda, come neanche si sono potute ascoltare le sue spiegazioni dettagliate che, per principio politico, “Mosca non pratica l’ingerenza”. 
 
Molto meno apparve nella NBC, la denuncia del mandatario russo di come “gli Stati Uniti riconoscono sfacciatamente che si immischiano nei temi interni degli altri”, mentre sanzionano Russia sotto l’argomento che interferisce nella vita politica nordamericana. 
 
Neanche lo negano, al contrario affermano che la loro ingerenza porta agli altri paesi libertà e democrazia e la nostra no. Per caso è possibile che uno Stato si proietti in questo modo?, si è domandato nell’intervista, in uno dei frammenti censurati dal canale statunitense. 
 
L’interrogante di Putin di perché gli Stati Uniti hanno appoggiato ed hanno finanziato il golpe di Stato a Kiev, in febbraio del 2014, come l’hanno riconosciuto alcuni funzionari nordamericani, non ha neanche trovato spazio nella versione presentata dalla catena di televisione. 
 
Non sono neanche apparse sullo schermo le scuse che ha dovuto chiedere Kelly al presidente russo, quando Putin si è stancato di essere interrotto continuamente. 
 
Putin ha ricordato le parole del presidente Donald Trump che ha affermato che se Russia voleva seminare il caos, allora lo aveva ottenuto. 
 
Tuttavia, il capo di Stato russo ha chiarito che il caos si è sviluppato, non come conseguenza dell’interferenza russa, bensì dello stesso sistema politico statunitense, le sue lotte interne, incertezze e contraddizioni. Questo frammento è stato censurato e l’opinione pubblica statunitense non ha potuto vederlo. 
 
Non è neanche arrivato al pubblico nordamericano la spiegazione di perché si rifiuta di accettare la richiesta degli Stati Uniti di consegnare a questo paese 13 cittadini che, secondo Washington, hanno decifrato codici del partito democratico, durante la campagna elettorale del 2016. 
 
Noi abbiamo proposto in varie occasioni agli Stati Uniti di cercare un accordo sulla sicurezza nello spazio cibernetico affinché fosse firmato e messo in pratica dai due paesi, ma Washington non ha mai voluto, ha detto Putin alla NBC, che si è rifiutata di mandare in onda questo argomento. 
 
Ma, gli argomenti sulla posizione di Mosca contro il golpe di Stato a Kiev, in febbraio del 2014, la supposta partecipazione russa in attacchi di hacker e la sua interferenza nei temi interni nordamericani sono gli allegati per applicare le sanzioni. 
 
In questo senso, la proiezione dell’intervista, con un contenuto completamente manipolato, cerca, apparentemente, di sostenere l’immagine della minaccia russa per gli Stati Uniti, come stimano gli analisti locali. 
 
Antonio Rondon Garcia, corrispondente di Prensa Latina in Russia

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