martedì 23 Aprile 2024
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Cuba con molto da insegnare in materia di diritti umani

Cuba arriverà il 16 maggio all'Esame Periodico Universale (EPU) dei diritti umani con sviluppi e risultati riconosciuti a livello mondiale in salute, educazione, cultura e partecipazione negli strumenti internazionali che dirigono questo tema. 

 
Appena alcuni giorni fa, il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS), Tedros Adhanom, ha segnalato che dall’isola caraibica il mondo ha molto da imparare in materia di prevenzione ed attenzione medica. 
 
Nel contesto della sua partecipazione la settimana scorsa nella XIV Fiera Salute per Tutti, Adhanom ha sottolineato i risultati cubani, tra questi il carattere inclusivo del sistema di salute e l’immunizzazione della popolazione contro malattie prevenibili. 

Da parte sua, la direttrice dell’Organizzazione Panamericana della Salute (OPS), Carissa Etienne, ha definito come unico il sistema della Maggiore delle Antille, perché difende la salute universale, l’equità, la solidarietà ed i diritti umani. 
 
Durante gli ultimi cinque anni, tappa su cui Cuba renderà i conti nell’esercizio dell’EPU a Ginevra, sono vari i risultati dell’isola, che ha raggiunto nel 2017 il tasso di mortalità infantile più basso della sua storia, 4,0 per ogni mille nati vivi, cifra ottenuta da pochi paesi nel pianeta. 
 
Inoltre, è stata dichiarata in settembre dell’anno scorso dal Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (Unicef) come uno dei 15 Stati che applicano le politiche di base che garantiscono il buon sviluppo cerebrale dei bambini nel mondo. 
 
Il paese caraibico inoltre ha ottenuto il 30 giugno 2015 il riconoscimento per essere il primo paese ad eliminare la trasmissione da madre a figlio del HIV/AIDS e della sifilide. 
 
La direttrice dell’OPS ha affermato a Prensa Latina in Washington che Cuba rappresenta un’ispirazione, dimostrando che l’accesso e la copertura universali in materia di assistenza medica costituiscono la chiave del successo. 

D’altra parte, l’isola ha eliminato 14 malattie infettive ed ha ottenuto che altre nove non costituiscano un problema, presentando tassi inferiori a 0,1 per 100 mille abitanti. 
 
In materia di educazione, il 4 settembre hanno cominciato il corso scolastico 2017-2018 più di 1.750.000 studenti, in un paese di 11 milioni di persone nel quale esiste copertura universale e gratuita a tutti i livelli di insegnamento, al margine del genere, del colore della pelle, della religione, delle posizioni politiche e della situazione economica delle famiglie. 
 
Secondo la Relazione di Seguito dell’Educazione per Tutti nel Mondo 2015, elaborata dall’Unesco, Cuba è l’unico paese dell’America Latina e dei Caraibi che è riuscita a compiere la totalità degli obiettivi globali 2000-2015, ubicandolo come uno Stato di sviluppo educativo alto, nel 28º posto a livello mondiale nell’Indice di Sviluppo dell’Educazione per Tutti. 
 
D’altra parte, la Maggiore delle Antille vanta un tasso di alfabetizzazione del 99,8 percento nei bambini e negli adulti con età da 10 a 49 anni. 
 
Rispetto alla cultura, esiste nelle 15 province un’ampia rete di istituzioni come case della cultura, librerie, musei e biblioteche, e si garantisce l’accesso pieno all’educazione artistica a livello elementare, medio e superiore, aspetti che fonti della Cancelleria hanno anticipato che saranno parte della relazione all’EPU. 
 
L’esame periodico costituisce un meccanismo al quale si sottomettono in uguaglianza di condizioni i 193 Stati membri dell’ONU, e segna in buona misura la differenza del Consiglio dei diritti umani rispetto alla Commissione con lo stesso nome, che è scomparsa nel 2006, dopo forti critiche per il suo carattere selettivo ed il doppio rasero per attaccare a paesi del Sud. 
 
La peculiarità dell’EPU è che il resto dei membri delle Nazioni Unite possono emettere criteri e raccomandazioni sulla situazione particolare del paese che accorra ogni cinque anni a Ginevra a questo esercizio. 
 
Cuba si presentò per la prima volta in febbraio del 2009 e maggio del 2013, e nella sua ultima esposizione ha ricevuto 292 raccomandazioni, delle quali ne ha accettate 230, prese nota di circa 40 e ne ha circa 20, per trattarsi, questi ultime, di posizioni in sintonia con l’ingerenza ed il cambiamento di regime promossi dagli Stati Uniti contro l’isola. 
 
Washington ha utilizzato per decadi il tema dei diritti umani per aggredire Cuba, nonostante la Maggiore delle Antille dimostri un impegno indubbio con questa questione, fatto che include la firma e la ratifica di 44 dei 61 strumenti internazionali dei diritti umani, mentre la nazione settentrionale ne ha confermati 18. 
 
Allo stesso modo, contrasta che gli Stati Uniti brandiscano il tema dei diritti umani contro l’isola, quando loro l’hanno sottomesso per più di 55 anni ad un bloqueo economico, commerciale e finanziario, cerchio qualificato da altre nazioni nell’ONU come criminale, reliquia della Guerra Fredda e principale ostacolo allo sviluppo. 

Waldo Mendiluza, giornalista di Prensa Latina
 

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