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Temer continua a svendere il patrimonio brasiliano

Brasilia, 7 giu (Prensa Latina) Con l’asta odierna di nuove aree di una delle più grandi riserve di petrolio del mondo, il governo di Michel Temer continua a svendere il patrimonio nazionale al prezzo di una banana, ha denunciato il quotidiano digitale Brasile247.

Shell, ExxonMobil, Chevron, BP Energia, Petrogal e Statoil (statale norvegese) sono stati i vincitori del quarto turno di gare, che ha coinvolto quattro grandi aree (Itaimbezinho, Tres Marias, Dos Hermanos e Uirapuru), che si stendono per oltre 4mila chilometri quadrati nei bacini di Campos e Santos, informa il quotidiano.

L’asta ha fruttato 828 milioni di dollari, ben al di sotto del valore minimo stabilito dal governo, che era di oltre 842 milioni dollari.

La nuova asta ferisce la sovranità nazionale e costituisce un crimine contro il paese, aveva denunciato ieri il deputato federale del Partito dei Lavoratori Henrique Fontana, annunciando che quando Lula ritornerà alla presidenza “annullerà tutti i contratti e recuperà l’area per il Brasile”.

Secondo gli esperti, un pozzo nella zona dell’asta produce, in media, oltre 30mila barili di petrolio al giorno, all’inizio dello sfruttamento.

Questo mese, ad esempio, un pozzo in Campo Mero ha prodotto 50mila barili di petrolio equivalente, superando così la produzione totale dei 1.300 esistenti nello stato di Rio Grande del Nord, (circa 47.700 barili) e raddoppiando quella di Sergipe, dove sono operativi circa quattromila pozzi.

Lo scorso aprile la produzione della zona ha rappresentato il 54,4% del greggio estratto nel paese.

mb/mpm

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