sabato 20 Aprile 2024
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Lottatore indipendentista portoricano chiede all’ONU rispetto per il suo paese

Nazioni Unite, 18 giu (Prensa Latin) Il lottatore indipendentista Oscar Lopez Rivera ha denunciato oggi l'imposizione statunitense di un modello coloniale che crea un impatto disastroso sull'economia, sulla cultura e sulla società di Porto Rico.

 
“Gli Stati Uniti vogliono la gabbia, ma non i piccioni”, ha detto in un intervento nel Comitato di Decolonizzazione dell’ONU, che analizza questo lunedì il caso di Porto Rico e l’appello di indipendenza. 
 
Per ciò, il governo nordamericano incoraggia la migrazione nel mio paese. Dal primo momento in cui gli Stati Uniti hanno invaso ed occupato l’isola, uno dei loro obiettivi principali è stato spopolare il territorio e distruggere la nostra cultura, la nostra identità e la nostra lingua, ha sottolineato. 
 
La maggioranza di quelli che vanno via sono professionisti e giovani, fatto che mette in pericolo il futuro del paese, è una perdita di cervelli ed il paese rimane senza le sue risorse umane, ha affermato. 
 
Sempre di più, l’economia di Porto Rico sta diventando disfunzionale: non ha nessuna capacità di creare impieghi, mentre gli Stati Uniti ostacolano lo sviluppo di un mercato interno e tutto il capitale che si produce nell’isola finisce nelle banche settentrionali, ha dettagliato. 
 
La giunta di controllo fiscale imposta dal congresso statunitense controlla le decisioni dei funzionari locali ed il popolo non sa come ed in che cosa spende il denaro delle sue contribuzioni, ha indicato. 
 
Inoltre, ha aggiunto, la minaccia della chiusura delle scuole pubbliche continua, si produce una perdita di investitori e Porto Rico rimane senza capitale umano. 
 
Non possiamo permettere che Porto Rico si trasformi in un’altra Hawai, e per questo ancora più portoricani si sommano alla lotta per l’indipendenza e la fine del dominio coloniale, ha affermato. 
 
Questo appello deve essere portato all’Assemblea Generale dell’ONU, perché è dovere di quell’istanza incaricarsi di abbordare un crimine contro l’umanità come è la colonizzazione, ha enfatizzato il lottatore indipendentista che è stato prigioniero politico nelle carceri statunitensi per più di 36 anni. 
 
Nonostante ciò, l’Assemblea Generale dell’ONU continua ad ignorare il tema e le situazioni di pericolo che minacciano il futuro del nostro paese e di tutta una nazione, sottomessa ad un dominio coloniale, ha concluso. 
 
 
Ig/ifb

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