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Ministro incolpa presidentessa del Tribunale Supremo Federale per prigione illegale di Lula

Brasilia, 25 giu (Prensa Latina) Il ministro del Tribunale Supremo Federale (STF) Marco Aurelio Mello ha responsabilizzato la titolare di questa corte, Carmen Lucia, per la prigione illegale dell'ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva, ha reso noto oggi il quotidiano Brasil 247. 

 
Un giorno dopo avere denunciato in dichiarazioni alla televisione portoghese che Lula è incarcerato illegalmente, Mello ha incolpato Carmen Lucia di questo fatto, questa volta in un’intervista al Giornata do Brasil, ha indicato la pubblicazione digitale. 
 
Secondo la versione dei mass media, il magistrato della Corte Suprema ha ricordato che da dicembre passato ha liberato con una sentenza due dichiarazioni di incostituzionalità, “ma la presidentessa sta mantenendo questi processi in attesa e non fissa nessuna data per giudicare”, ha reclamato. 
 
A giudizio di Mello, un’unica persona non dovrebbe decidere da sola  quello che resterà in sospeso o no, ha considerato il magistrato, per chi questa situazione deve essere superata in settembre prossimo, quando assumerà la presidenza del STF il ministro Dias Toffoli. 
 
Nell’aprile scorso, Carmen Lucia ha manovrato apertamente per evitare che il plenario della Corte Suprema giudicasse i due ricorsi che discutono la legalità della prigione, dopo essere ratificata la condanna in seconda istanza, ed invece ha collocato nell’agenda il giudizio di un sollecito di habeas corpus preventivo per Lula, che poi gli ha rifiutato. 
 
A partire da questa decisione del STF, il giudice federale Sergio Moro ha emesso l’ordine dell’incarceramento immediato del fondatore e leader storico del Partito dei Lavoratori (PT), condannato poi a12 anni ed un mese di carcere dal tribunale di appello di Porto Allegre, che ha inoltre determinato il suo incarceramento preventivo. 
 
Favorito in tutte le inchieste di intenzione di voto delle elezioni presidenziali del prossimo ottobre, Lula continua come prigioniero politico dal 7 aprile scorso nella sede della Sovrintendenza della Polizia Federale (PF) a Curitiba, capitale dello Stato di Paranà. 
 
Ig/mpm 

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