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Il Forum di San Paolo porterà a Cuba lo spirito di lotta latinoamericano

L’Avana, 5 lug (Prensa Latina) L’intellettuale argentino Atilio Boron ha affermato che il ritorno a Cuba del Foro di San Paolo dimostra lo spiritodei popoli latinoamericani per lottare contro l’assalto delle destre nella regione.

Raggiunto via e-mail, il noto politologo ha dichiarato, in esclusiva a Prensa Latina, che, durante la XXIV edizione dell’evento, in programma dal 15 al 17 luglio all’Avana, i movimenti e le organizzazioni progressiste e di sinistra potranno difendere le loro posizioni e diventare più energiche“nella fortezza cubana”, che da 60 anni resiste agli attacchi furiosi dell’imperialismo USA.

La realizzazione del Forum qui – ha aggiunto – è il riconoscimento al ruolo di mediatore svolto da Cuba nel processo di pace in Colombia e all’impegno internazionalista portato avanti in oltre un centinaio di paesi di tutto il mondo.

Rappresenta, inoltre, lastima non solo dell’America Latina ma anche internazionaleverso la serietà del governo della Rivoluzione cubana nel rispetto degli impegni assunti, ha proseguito.

Circa l’attuale momento politico del continente, Boron ha spiegato che l’America Latina è oggetto diun’intensa controffensiva imperialista, che ha come bersagli preferenziali“il cambiamento di regime” in Venezuela, stringere ulteriormente la morsa delbloqueo contro Cuba e isolare il governo del presidente boliviano, Evo Morales.

Il noto intellettuale, inoltre, ha spiegato che l’imperialismo vuole stabilire una testa di ponte oppositrice in Nicaragua, così come avanzare verso il ritorno dell’Ecuador alla dominazione degli Stati Uniti, con il rientro delle forze armate USAnella base di Manta e la “liberazione” di Julian Assange dall’ambasciata di Quito a Londra, “che equivale alla sua condanna a morte”.

Il Forum di San Paolo faciliterà, all’Avana,una discussione fraterna e franca sui successi e sui fallimenti dei governi progressisti e di sinistra, confermando i primi e correggendo gli ultimi, ha dichiarato.

Boronha poi segnalato la necessità di analizzare accuratamente la portata e i limiti dell’attacco imperialista, la forza e la debolezza dei suoi rappresentanti locali, per svelare la trama internazionale che sostiene la destra, a livello diplomatico e dei mezzi di comunicazione.

Con urgenza – ha proseguito – bisogna coordinare gli sforzi per riprendere il corso iniziato nel dicembre 1998, con la vittoria elettorale in Venezuela del leader della Rivoluzione Bolivariana, Hugo Chavez.

Questo davanti all’evidenza che, in Messico, il neoliberismo ha appena subito una tremenda sconfitta e, in Peru, Pedro Pablo Kuczinskysi è dovuto dimettere da presidente per evitare la destituzione e il carcere, ha spiegato ancora il noto intellettuale argentino.

In questo contesto– ha detto – non si può tralasciare che il presidente de facto del Brasile, Michel Temer, abbia appena un 3% di gradimento e ,in Argentina, gli stessi sostenitori di Mauricio Macri parlino di possibili elezioni anticipate, circa i dubbi che il presidente possa portare a termine il mandato fino al dicembre 2019.

Nonostante le prediche dei personaggi della destra e di ciò che dicono alcuni esponenti confusi della sinistra, non c’è una “fine del ciclo”della sinistra in America Latina e il Forum dell’Avana lo confermerà, ha conclusoBoron.

Livia RodriguezDelis

mb/lrd/cvl

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