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Mobilitazione contro la guerra giudiziaria che impedisce la libertà di Lula

Brasilia, 13 lug (Prensa Latina) Sindacati, movimenti sociali e partiti politici hanno convocato oggi una mobilitazione, in tutto il paese, per denunciare la guerra giudiziaria con cui viene impedita la liberazione dell'ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva.

L’obiettivo è quello di fare “riscaldamento” in vista della grande mobilitazione del 15 agosto, quando il Partito dei Lavoratori (PT) registrerà ufficialmente, presso il Tribunale Elettorale Superiore, la candidatura presidenziale del suo fondatore e leader storico, ha reso noto il Comitato Popolare per la Difesa di Lula e della Democrazia.

L’evento principale si terrà oggi, alle 18:00 (ora locale), nella città di Porto Alegre, davanti alla sede del Tribunale Federale Regionale della Quarta Regione (TRF-4), che ha confermato e aumentato a 12 anni e un mese la condanna contro Lula emessa da Sergio Moro, giudice di Curitiba.

Nello stesso TRF-4, su istigazione di Moro, si è verificata, domenica scorsa, l’ultima schermaglia legale contro l’ex presidente brasiliano, con la revoca dell’habeas corpus concesso dal giudice RogerioFavreto, che aveva ordinato la scarcerazione immediata di Lula, prigioniero politico dallo scorso 7 aprile.

Tra gli organizzatori della manifestazione di oggi c’è la Confederazione Unica dei Lavoratori (CUT), il cui segretario generale, Sergio Nobre, ha dichiarato che, in questo momento, il compito del sindacato è quello di lottare per vedere Lula libero e in corsa per le elezioni presidenziali del prossimo ottobre.

Si tratta – ha detto – “di affermare il diritto del popolo brasiliano a votare per il suo leader e l’unico in grado di salvare i diritti sociali e del lavoro usurpatidal governo illegittimo di Michel Temer, a partire dal golpe (parlamentare e giudiziario)”, perpetrato, nel 2016, contro il presidente costituzionale DilmaRousseff.

In un documento inviato agli iscritti, la CTU ha sottolineato che Lula è stato condannato senza aver commesso alcun reato, che è stato arrestato nonostante il diritto di restare in libertà fino alla sentenza di ultimo grado e ora non è stato rilasciato per una serie di manovre di Moro, della polizia federale e del TRF-4.

Questa, si legge nel documento, è una lotta per i diritti e la democrazia, per la giustizia sociale, per un paese per tutti. Lula non sarà rilasciato dai tribunali, ma dalle persone che scenderanno in strada e “nelle strade garantiremo la sua libertà”.

mb/mpm

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