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L’ONU denuncia restrizioni nell’accesso alla terra per i palestinesi

Tel Aviv, 4 ago (Prensa Latina) L'Ufficio per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA) delle Nazioni Unite ha diffuso, nella giornata di oggi, un nuovo rapporto sull'impatto umanitario delle restrizioni, in materia di accesso alla terra, nella popolazione palestinese di Gaza.

Il rapporto si riferisce, in particolare, ai terreni limitrofi alla recinzione perimetrale che divide l’enclave costiera da Israele, sottolineando che i divieti imposti da Tel Aviv a Gaza minano la sicurezza e lecondizioni di vita dei palestinesi.

Secondo il documento, da settembre 2000, Israele ha limitato l’accesso palestinese alle terre situate a settentrione e oriente della recinzione che divide la Striscia.

Nella sua estensione più ampia, l’area ad accesso limitato arriva fino a 500 metri dalla recinzione di Gaza, oltre alla “zona ad alto rischio” che si estende fino a 1.500 metri dalla barriera.

Mentre l’attività agricola palestinese nelle aree ad “alto rischio” è aumentata negli ultimi anni, restanole preoccupazioni degli agricoltori sulla sicurezza personale e degli investimenti in mezzi di sussistenza, informa l’OCHA.

Secondo il Ministero dell’Agricoltura palestinese, dal 2014, l’esercito israeliano ha irrorato regolarmente la zona con erbicidi, danneggiando i terreni agricoli di Gaza.

Un’operazione di fumigazione, nel gennaio 2018, ha colpito circa 22 ettari di terreni agricoli, appartenenti a 212 agricoltori, con perdite stimate in 1,3 milioni di dollari.

Il rapporto OCHA ricorda che, secondo il diritto internazionale, Israele è obbligato a evitare di causare danni sproporzionati alla vita e ai mezzi di sostentamento della popolazione palestinese.

Il documento aggiunge che il Governo israeliano deve rispettare il diritto dei palestinesi alla vita, alla libertà di movimento, aggregazione ed espressione.

mb/nvo

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