martedì 23 Aprile 2024
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Un’altra protesta in Argentina che finisce con repressione e confronto con le forze dell’ordine

Buenos Aires, 21 ago (Prensa Latina) Una protesta si è svolta oggi a La Plata, di fronte alla sede del Governo della provincia argentina di Buenos Aires, diretta dai lavoratori del Cantiere navale Rio Santiago, è finita in un violento episodio con feriti e detenuti. 

 
Video e fotografie sono testimoni dei fatti registrati nelle vicinanze della sede del governo quando la manifestazione ha incominciato a muoversi e da un lato sono volate pietre e dall’altro la polizia di Buenos Aires ha risposto con pallottole di gomma, getti di acqua e gas lacrimogeni.  
 
Secondo testimonianze, la situazione è peggiorata quando i lavoratori hanno cercato di entrare nella sede del Governo e le forze della polizia hanno risposto fortemente, reprimendoli. 
 
Gli impiegati che reclamavano per la chiusura del cantiere navale Rio Santiago stavano protestando nelle ore del pomeriggio contro il piano del governo di chiudere la strategica azienda statale in mezzo all’aggiustamento. 
 
Pietre, pallottole di gomma e gas lacrimogeni, le immagini si sono diffuse come polvere da sparo nei canali di televisione ed internet che hanno catturato quello che è successo a La Plata, dove i cantieri navali stanno affrontando da qualche tempo una forte disputa col Governo locale. 
 
In dichiarazioni pubblicate in vari mezzi, il segretario generale dell’Associazione dei Lavoratori dello Stato della località di Ensenada, Francisco Banegas, ha giustificato la mobilitazione ed ha sottolineato che la governatrice Maria Eugenia Vidal “ha tolto un concetto dal loro accordo che riscuotevano da più di 25 anni”. 
 
Varie voci politiche hanno criticato fortemente l’agire dalle autorità come il blocco di deputate e deputati del Fronte per la Vittoria, che ha ripudiato ed ha manifestato la sua solidarietà coi lavoratori del Cantiere navale “che sono colpiti per reclamare stabilità lavorale”, hanno sottolineato nella rete sociale twitter. 
 
“I lavoratori reclamano per le loro fonti di lavoro e per la sovranità nazionale. Il Governo li manda a reprimere ferocemente. Questa è la sua risposta e questo è venuta a fare la polizia”, ha segnalato da parte sua la deputata della provincia di Buenos Aires per Unità Cittadina, Monica Macha. 
 
Ig/may

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