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Giudice esige prigione preventiva per ex presidentessa argentina

Buenos Aires, 17 set (Prensa Latina) In mezzo all'enorme campagna giudiziale che ha denunciato contro di lei, l'ex presidentessa argentina Cristina Fernandez è stata processata oggi in una delle varie cause che ha aperto il giudice Claudio Bonadio. 

 
Il discusso giudice, conosciuto come il giudice “antiK” per tutti i processi che ha aperto contro l’ex mandataria, ha esatto prigione preventiva considerandola capa di un’associazione illecita, nel caso di supposte subornazioni ad imprenditori nell’opera pubblica durante la sua gestione e quella di suo marito, lo scomparso ex mandatario Nestor Kirchner. 
 
Per molti la notizia era sicura, perché la stessa ex presidentessa ed attuale senatrice ha denunciato in multiple occasioni essere vittima di un gran assalto giudiziale nel quale cercano proscriverla e stigmatizzarla, insieme a vari membri del suo governo (2007-2015). 
 
Bonadio ha sentenziato la prigione preventiva ma dovrà chiedere l’espulsione della senatrice dal Congresso. Inoltre sono stati processati l’ex ministro di Pianificazione Julio De Vido e l’ex funzionario di questo portafoglio, Roberto Baratta. 
 
Secondo il giudice, l’investigazione ha comprovato che nel governo esisteva un apparato per “estorcere somme di denaro illegittime”. 
 
L’investigazione per il presunto pagamento di bustarelle, che include vari imprenditori, si basa su una dichiarazione dell’ex sposa dell’autista di Baratta, che ha consegnato alla Giustizia i documenti nei quali, apparentemente, l’impiegato Oscar Centeno avrebbe annotato il trasferimento di denaro. 
 
“Se qualcosa mancava per consacrare l’uso del potere giudiziale come elemento di persecuzione politica in Argentina, era proprio questa causa”, ha affermato alcuni giorni fa l’ex presidentessa in un intervento nel Senato, dove sono state approvate tre perquisizioni delle sue proprietà. 
 
Fernandez ha insistito varie volte su un auditing in tutte le istanze giudiziali, ma l’hanno negato ed ha denunciato che oggi si usa il potere giudiziale come un elemento di persecuzione politica e proscrizione dei dirigenti popolari. 
 
Ig/may

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