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Citano a giudizio per plagio l’ex presidente dell’Ecuador, Rafael Correa

Quito, 8 nov (Prensa Latina) La giudice Daniela Camacho ha decido di citare a giudizio l'ex presidente dell'Ecuador Rafael Correa, per il delitto di plagio, nel caso del sequestro di Fernando Baldas, che dovrebbe essere accaduto nel 2012, in Colombia. 

 
Durante la diligenza di varie ore, realizzata nella Corte Nazionale di Giustizia, in questa capitale, si è dettato anche l’atto di appello contro altri tre implicati nel fatto, Pablo Romero (ex direttore del Servizio Nazionale di Intelligenza), Raul Chicaiza e Diana Falcon (ex agenti di intelligenza). 
 
Inizialmente, gli accusatori chiedevano processare l’ex mandatario per associazione illecita, ma la giudice ha determinato realizzare il processo per plagio. 
 
Inoltre Camacho ha disposto di mantenere la misura cautelare di prigione preventiva contro Correa e Romero, ha mantenuto il congelamento dei conti bancari dell’ex dignitario ed ha ripresentato la richiesta della sua localizzazione e cattura da parte della Polizia Internazionale. 
 
Da parte sua, Caupolican Ochoa, avvocato difensore di Correa, ha respinto  la decisione della giudice, che “chiaramente sta attuando sotto pressione politica e mediatica”. 
 
“Realmente quello che ci sorprende è la forma di come si arriva alle conclusioni da parte di chi ha dettato la risoluzione, perché non si fa nessun riferimento agli elementi della difesa che per sette ore sono stati sviluppati dall’avvocato di Rafael Correa”, ha affermato. 
 
Inoltre, ha aggiunto, che hanno fatto solo una ricapitolazione degli elementi presentati dalla procura e dall’accusatore. 
 
Mentre, fuori dalla Corte di Giustizia, dalle due del pomeriggio sono arrivati i membri della “Bancada de la Rivolucion Ciudadana”, tra loro, Ricardo Patiño, Bairon Valle, Marcela Aguiñaga e Gabriela Rivadeneira, oltre a rappresentanti di organizzazioni sociali e del popolo, in generale, per appoggiare l’ex mandatario. 
 
“Rafael Correa è stato un uomo che ha consegnato la sua vita a favore del popolo ecuadoriano, che ha rinunciato molte volte alla famiglia per condividere con la sua gente. Un uomo senza vanità, semplice”, ha assicurato Marcela Aguiñaga a Prensa Latina. 
 
“La citazione a giudizio da parte della giudice Camacho mette a grave rischio il sistema ed ordinamento giuridico dell’Ecuador, perché vuole dire che la giustizia è vittima della politica, della pressione mediatica dei mezzi di comunicazione e speriamo che non sia preda degli interessi economici ecuadoriani”, ha concluso. 

Ig/scm 
 

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