lunedì 22 Aprile 2024
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Venezuela fa un appello al Mnoal affinché si unisca per combattere l’ingerenza degli USA

Nazioni Unite, 12 feb (Prensa Latina) Il cancelliere del Venezuela, Jorge Arreaza, ha fatto un appello al Movimento dei Paesi Non Allineati (Mnoal) affinché unisca le forze per respingere l'ingerenza degli Stati Uniti nel suo paese. 

 
“Sebbene esistono problemi economici che stiamo lottando per risolvere, non esiste una crisi umanitaria come pretende Washington”, ha denunciato in una riunione di emergenza del Mnoal all’ONU. 
 
Ha anche sottolineato che i veri interessi degli USA non sono altro che impadronirsi del petrolio e delle risorse della sua nazione. 
 
Il rappresentante permanente del Nicaragua presso l’ONU, Jaime Hermida, ha segnalato che è deplorevole l’attuale uso di politiche coercitive contro la nazione bolivariana, e che questo paese deve esercitare il suo diritto a difendere la sovranità. 
 
Per questo motivo, è il momento di accompagnare Venezuela, non lasciamo che l’avidità di una potenza distrugga il diritto internazionale, ha sentenziato. 
 
L’ambasciatore palestinese, Riad Mansur, ha denunciato la minaccia che suppone l’intervento di una superpotenza in Venezuela, ed ha chiesto al Mnoal unità per difendere i principi della Carta dell’ONU. 
 
È arrivato il momento di raddoppiare i nostri sforzi per difendere questi valori e proteggere un membro del nostro movimento che affronta la minaccia di un’aggressione, ha messo in allerta. 
 
Posizione che hanno appoggiato Siria, Iran e numerosi paesi dei Caraibi, che hanno sottolineato gli aiuti prestati dal Venezuela a queste piccole nazioni insulari ed hanno dato il loro appoggio al meccanismo proposto recentemente in Montevideo per sviluppare un dialogo. 
 
Inoltre, hanno condannato il peso che rappresentano le sanzioni economiche unilaterali contro questo paese. 
 
Ieri, il segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, si è riunito con Arreaza ed ha confermato la sua offerta di collaborazione per una negoziazione seria in Venezuela, che protegga il popolo ed aiuti ad alleviare le tensioni. 
 
Sebbene il Governo di Caracas e vari paesi dell’area appoggiano il dialogo, l’opposizione venezuelana, diretta da Juan Guaidò -titolare di un parlamento in oltraggio e che si è auto-nominato mandatario interino -, respinge questa opzione e ricerca l’appoggio militare statunitense. 
 
Le autorità di Caracas denunciano l’intenzione di Washington di utilizzare l’appoggio richiesto come una punta di lancia per un’aggressione militare. Infatti, si è filtrato che la rappresentazione statunitense all’ONU prepara un progetto di risoluzione nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU per cercare di legalizzare l’aggressione militare contro Venezuela, con il pretesto dell’intervento umanitario. 
 
Se si approva, questo implicherebbe non considerare più Nicolas Maduro come presidente, nonostante il mandatario si sia imposto in maniera categorica nei suffragi del maggio scorso. 
 
Oltre al progetto di risoluzione degli Stati Uniti, Russia elabora un testo che reitera la necessità di rispettare i principi della Carta dell’ONU, come l’uguaglianza sovrana, il non intervento nei temi interni e la soluzione pacifica di controversie. 
 
Affinché una risoluzione sia approvata nel Consiglio di Sicurezza è necessario il voto favorevole della maggioranza dei suoi membri e che non esista il veto di nessuna delle potenze con questa prerogativa, che sono Stati Uniti, Russia, Cina, Regno Unito e Francia. 
 
Ig/ifb

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