lunedì 22 Aprile 2024
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Missione medica cubana in Venezuela: una vocazione di amore

Pazienti venezuelani confermano la vocazione di amore della brigata medica cubana nel paese sud-americano, di fronte alla campagna mediatica che cerca di attaccare questa nobile iniziativa spinta dal 2003. 

 
In un percorso nelle istituzioni di salute di questa capitale, Prensa Latina ha conosciuto le testimonianze di alcuni dei pazienti curati dai medici caraibici che riconobbero il professionismo e l’umanesimo dei medici. 
 
Dal Centro di Diagnosi Integrale (CDI) La Urbina, nel municipio di Petare, stato di Miranda, Daniel Salomon Jaime ha sottolineato la consegna degli strumenti specializzati di questo centro con sala di fisiatria, servizi stomatologici, oftalmologici, consultazione di medicina generale e capacità di ricovero per una decina di pazienti. 
 
Quelli che pensano nei fini politici di questa iniziativa sono vittime di una campagna mediatica, ha detto il giovane di 27 anni, “gli specialisti cubani sono venuti a lavorare per la salute e con professionalità”. 
 
Da parte sua Beatriz Guedes, per la seconda occasione ricoverata a La Urbina, ha negato che esista qualche tipo di distinzione politica per dare priorità ai pazienti nei centri di Mision Barrio Adentro. 
 
“Fanno il loro lavoro seguendo la loro vocazione. Dopo dieci giorni di ricovero a causa di una bronchite, nessuno mi ha chiesto qual’è la mia ideologia”, ha sottolineato. 
 
Al rispetto, la dottoressa Katerin Romero, da due anni in Venezuela, ha precisato che centinaia di pazienti di uno dei municipi più abitati della regione arrivano giornalmente al centro per ricevere cure mediche. 
 
D’accordo con la giovane, gli specialisti della maggiore delle Antille, disposti in due CDI e 13 ambulatori, hanno curato più di 56 mila abitanti in un servizio che si estende alle visite domiciliari di Petare. 
 
“La Missione continua il suo lavoro quotidiano senza difficoltà con l’appoggio dei pazienti che si preoccupano per noi in mezzo al complesso scenario che vive il paese”, ha sottolineato. 
 
L’esperienza è cominciata nel 2004, quando sono venuti a Cuba le prime persone grazie al Programma Operazione Miracolo lanciato da Cuba e da Venezuela per fare fronte ad una delle epidemie più grandi in America Latina e restituire la vista a persone con scarse risorse. 
 
Per i medici dell’isola caraibica, uno dei momenti più gratificanti è quando scoprono gli occhi di chi da anni non potevano vedere. Dopo la sorpresa che tutto è gratis dicono “Che Dio vi benedica!”, e questa semplice frase è sufficiente quando si conosce il valore che ha per loro. 

Elizabeth Borrego Rodriguez, corrispondente di Prensa Latina in Venezuela

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