venerdì 19 Aprile 2024
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È una pazzia statunitense il desiderio per il petrolio del Venezuela, afferma cancelliere

Il cancelliere del Venezuela, Jorge Arreaza, ha considerato una pazzia imperiale statunitense l'ossessione per impadronirsi del petrolio e della ricchezza del paese sud-americano, e secondo lui accorsero, accorrono ed accorreranno ai metodi più diversi. 

 
In un’allocuzione per un evento di solidarietà col paese sud-americano a Beirut, Arreaza ha dissertato sull’attuale situazione politica ed economica nazionale, ma specialmente sull’ostilità e sull’aggressività della Casa Bianca. 
 
La loro ossessione per impadronirsi delle risorse naturali venezuelane, ha affermato, li ha portati a tentativi di omicidio del presidente, blocco di alimenti e medicine, furto di attivi ed in riferimento al Medio Oriente, ha ironizzato, hanno tentato di dire che ci sono cellule della Resistenza Islamica libanese (Hizbulah) in Venezuela. 
 
Sulla nazionalizzazione di un’azienda petrolifera venezuelana di carattere misto (privato-statale) ha detto, scherzando, che “ci chiediamo se Donald Trump adotta misure socialiste”. 
 
Riconoscendo Juan Guaidó come presidente incaricato, completamente fuori da ogni logica, gli Stati Uniti hanno agito senza rispetto della Costituzione, del popolo venezuelano né delle istituzioni o della storia del paese, ha sottolineato. 
 
Secondo il capo della diplomazia, ci sono ragioni storiche per questa politica che escono dalla controversia tra il Libertador, Simon Bolivar ed i padri della patria statunitensi Thomas Jefferson, John Quincy Adams e James Monroe. 
 
“Elaborata poco dopo la proclamazione della Repubblica statunitense alla fine del secolo XVIII e principio del XIX, la tesi consisteva nell’assicurare che l’America era degli statunitensi, solo del Nord, mancava che dicessero”,  ha affermato il capo della diplomazia. 
 
Era una dichiarazione contro il colonialismo spagnolo, ha spiegato Arreaza, del quale gli statunitensi aspettavano il suo scioglimento e dopo al crescere il potere di quelle 13 colonie statunitensi liberate, avrebbero invaso i nascenti Stati dell’America del Sud. 
 
Questo conflitto Nord-Sud persiste, ha assicurato il cancelliere venezuelano, e col magnate Donald Trump come rappresentante del Complesso Militare Industriale statunitense arriva al suo massimo livello per distruggere qualunque espressione di libertà, sovranità ed indipendenza nei suoi vicini meridionali. 
 
Col risultato che il conflitto con Venezuela che insiste nel difendere i suoi risultati sociali (educazione e salute gratuite, programma per consegna di case ai lavoratori ed altri), sia un punto decisivo nella storia della Nostra America, ha sottolineato. 
 
L’hanno detto in vari scenari, ha aggiunto, dopo Venezuela, andranno contro Cuba e poi Nicaragua, ha segnalato il cancelliere davanti ad un plenario integrato da organizzazioni della sinistra libanese solidale con la Rivoluzione bolivariana. 
 
Trump, il vicepresidente Michael Pence, il consulente John Bolton ed altri, come il senatore Marco Rubio, speravano che la presidenza di Nicolas Maduro sarebbe durata tre mesi e dopo, sei, ma Maduro è da sei anni al fronte del Governo appoggiato dal popolo venezuelano, ha puntualizzato. 
 
Le manifestazioni dei dirigenti statunitensi riflettono la china e la decadenza del sistema capitalista, che antepone potere e ricchezza su tutte le cose e lo spinge a pazzie transitorie come quella della sua ossessione per impadronirsi delle ricchezze del Venezuela, ha concluso. 
 
Armando Reyes Calderin, corrispondente di Prensa Latina in Libano

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