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Assange condannato a 50 settimane di carcere nel Regno Unito

Londra, 1º mag (Prensa Latina) La giustizia britannica ha condannato oggi il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, a 50 settimane di carcere per violare la libertà condizionale concessa nel 2012, in relazione con un caso di presunti delitti sessuali commessi in Svezia. 

 
La sentenza è stata dettata dalla giudice Deborah Taylor in presenza dell’accusato, e di decine di persone che hanno affollato il Tribunale della Corona di Southwark, nel sud-est di Londra, per esigere la liberazione del giornalista australiano. 
 
Assange è arrivato alla Corte scortato da agenti di Scotland Yard dalla prigione londinese di Belmarsh, dove è stato recluso immediatamente dopo il suo arresto nell’ambasciata dell’Ecuador l’11 aprile scorso, data in cui il governo del paese sud-americano ha cancellato l’asilo politico concesso per sette anni. 
 
Durante l’udienza, la giudice non ha considerato gli argomenti della difesa, nel senso che si era rifugiato nella missione diplomatica ecuadoriana perché temeva che la giustizia svedese l’estradasse negli Stati Uniti, per avere divulgato nel suo portale digitale migliaia di documenti ed archivi segreti della diplomazia e dei militari statunitensi. 
 
L’avvocato ha inoltre allegato che i sette anni che è stato rifugiato nell’ambasciata dell’Ecuador potevano essere considerati come un tempo trascorso in prigione, dovuto alle condizioni di isolamento in cui è stato, soprattutto, ha detto, negli ultimi 24 mesi. 
 
La giudice non ha considerato questo punto con l’argomento che Assange avrebbe potuto consegnarsi alle autorità in qualunque momento, ed ha assicurato inoltre che il suo prolungato asilo è costato 16 milioni di sterline ai contribuenti britannici. 
 
La sentenza è stata ricevuta con grida di “Vergogna per il Regno Unito” e “Libertà per Assange” provenienti dalla galleria dove si trovavano i seguaci del ciber-attivista, ed alcuni di questi sono stati protagonisti di una protesta di fronte alla sede del tribunale. 
 
Il fondatore di Wikileaks dovrà tornare a comparire domani davanti alla giustizia britannica, benché questa volta lo farà via videoconferenza dalla prigione, in relazione con un sollecito di estradizione presentato dagli Stati Uniti. 
 
Ig/nm 
 

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