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Gran maggioranza dei cileni reclama una nuova Costituzione

Santiago del Cile, 18 nov (Prensa latina) L’81% dei cileni voterà per una nuova costituzione nel plebiscito annunciato per aprile del 2020, indicano oggi i risultati dell'inchiesta “Pulso Ciudadano”. 

 
Lo studio segnala che solo l’8,2% di quelli consultati si è manifestato contro una nuova Magna Carta ed il 6,3% non ha saputo che cosa rispondere, e questo evidenzia l’ampio appoggio della popolazione del paese ad una nuova Magna Carta. 
 
Altrettanto importante è che alla domanda sull’organo preferito per portare a termine la redazione del testo costituzionale, il 63,5% si è inclinato per la Convenzione Costituzionale (assemblea costituente), integrata solo dalla cittadinanza e senza la partecipazione di nessun politico. 
 
Solo il 24,4% appoggia l’idea che questo compito sia a carico di una convenzione mista costituzionale (formata maggiormente dai partiti di destra e dal governo) che sarebbe formata da cittadini e parlamentari in parti uguali. 
 
Il sondaggio ha evidenziato che il plebiscito sveglia un gran interesse nella popolazione, infatti, in un paese come Cile, dove l’astensionismo è molto elevato, il fatto che il 78,2% abbia detto di essere sicuro di andare a votare e solo il 6,7% abbia affermato che non accorrerà alle urne è molto significativo. 
 
Sui motivi affinché Cile abbia una nuova legge delle leggi, gli intervistati hanno fatto presente in primo luogo la necessità di ridurre le disuguaglianze esistenti, seguito in secondo luogo, dalla necessità di migliorare la salute, l’educazione, le pensioni, poi dal bisogno di cancellare una Costituzione promossa in dittatura, ed infine dalla necessità di una maggiore giustizia sociale. 
 
Inoltre, lo studio “Pulso Ciudadano” ha tenuto in conto la percezione della popolazione sull’accordo firmato venerdì scorso tra i partiti di governo ed una parte dell’opposizione, nel quale i maggiori dubbi si centrano nel quorum di due terzi pattuito per l’approvazione delle norme nella nuova legge fondamentale. 
 
In questo senso, il 45,7% dei consultati ha detto di essere d’accordo, ma questa decisione viene respinta dal 32,6% e quasi il 22% non ha voluto rispondere. 
 
Inoltre, il 63,1% degli intervistati ha considerato che se sono arrivati ad accordo per la pace e per una nuova Costituzione, il merito è della forte pressione della popolazione mobilitata sulle strade durante tutto un mese. 
 
Il sondaggio ha lasciato ben chiara la povera valutazione dei cileni sulle istituzioni dello Stato, perché la migliore qualificazione è stata ricevuta dai pompieri con un’approvazione del 94,4%, condannano invece l’attuazione della forza armata il 56,3, e più ancora quella dei carabinieri il 64,3%. 
 
Il rifiuto più forte, il popolo l’ha espresso contro il governo con un 75,8%, ed il Congresso Nazionale ed i parlamentari con un 78,3%. 
 
Ig/rc 

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