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Violenti tumulti chiudono la giornata di proteste in Cile

Santiago del Cile, 21 nov (Prensa Latina) Violenti confronti tra manifestanti e carabinieri hanno chiuso un'altra giornata di proteste in Cile, 35 giorni dopo avere incominciato una rivolta sociale senza precedenti contro il modello neoliberale. 

 
In questa capitale, al tramonto, migliaia di persone si sono riunite nella Piazza della Dignità (Baquedano) dove è stato appeso in uno degli edifici attigui un gran telone col messaggio “Il cambiamento non è ne La Moneda, bensì nelle grandi Alameda. Cile non si vende.” 
 
Molti degli assistenti portavano cartelli nei quali si esprimeva il rifiuto al controverso accordo raggiunto venerdì scorso tra partiti  pro governativi e parte dell’opposizione, “per la pace ed una nuova Costituzione” che a giudizio della Mensa dell’Unità Sociale, si è deciso senza il movimento popolare. 
 
Benché nella concentrazione tutto si è svolto pacificamente, alle 20.00 ore circa, le forze speciali si sono scagliate con numerosi veicoli contro la moltitudine che ha ripiegato in direzione del quartiere Bella Vista e della zona di Provvidenza, in mezzo ad un ambiente irrespirabile a conseguenza dei gas lacrimogeni. 
 
In questi confronti sono stati sparati pallini da caccia contro i manifestanti, malgrado tre giorni fa il direttore generale dei Carabinieri, Mario Rozas, ha informato che si sospendeva temporaneamente il loro uso dopo le denunce sulla loro pericolosità. 
 
Hanno ferito varie persone, tra loro un cameraman di un canale della televisione locale. 
 
Mentre, nel comune di Quilicura, al nord della città, hanno incendiato un centro commerciale che, come affermano denunce pubblicate sulle reti sociali, era stato utilizzato come centro di detenzione da parte dei carabinieri nelle giornate anteriori. 
 
Ci sono stati anche tumulti nelle città di Valparaiso, Concepcion ed Antofagasta, con saccheggi degli stabilimenti commerciali, barricate incendiate sulle strade e scontri tra le forze della polizia e manifestanti. 
 
Ma mentre i carabinieri si scagliavano con violenza contro le manifestazioni inizialmente pacifiche, i saccheggiatori agivano impunemente in vari punti, senza presenza della polizia, come riflettono le immagini trasmesse dai telegiornali e dalle reti sociali. 
 
Mabel Zuñiga, dirigente regionale dell’Associazione Nazionale degli Impiegati Fiscali, ha denunciato che l’obiettivo della marcia era esprimere il loro rifiuto all’accordo per la pace ed una nuova costituzione firmato dai partiti di destra e parte dell’opposizione la settimana scorsa. 
 
Inoltre, più di un centinaio di studenti delle medie sono stati protagonisti di un’evasione in massa del pagamento del passaggio del metro nella stazione di La Moneda. 
 
Precisamente, il fatto di evadere il pagamento del metro, saltando i tornelli automatici, ha segnato l’inizio dell’esplosione sociale del 18 ottobre, dopo che il governo imponesse un aumento del prezzo del passaggio in questo mezzo di trasporto. 
 
Ig/rc

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