sabato 20 Aprile 2024
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ONU chiede di evitare un’altra guerra nel golfo Persico

Nazioni Unite, 3 gen (Prensa Latina) Il segretario generale dell'ONU, Antonio Guterres, ha sottolineato oggi che il mondo non può permettersi un'altra guerra nel Medio Oriente. 

 
In un breve comunicato dopo l’assassinio del generale iraniano Qassem Soleimani in un attacco statunitense all’alba di questo venerdì a Baghdad, Guterres ha sollecitato i governanti di entrambi i paesi “affinché dimostrino il massimo contenimento davanti al momento di tensioni”. 
 
Soleimani è morto a causa di uno sparo da un drone contro il veicolo nel quale viaggiava alla periferia dell’aeroporto della capitale dell’Iraq. 
 
Durante l’attacco hanno anche perso la vita altre otto persone, tra loro Mehdi al Muhandis, secondo al comando delle milizie irachene denominate Unità della Mobilitazione Popolare. 
 
Suleimani, uno dei principali dirigenti dei comandi speciali Kuds, della Guardia Repubblicana iraniana, organizzava la resistenza del movimento Hizbullah contro formazioni terroristiche in Iraq ed in Siria, paesi bombardati dagli Stati Uniti negli ultimi giorni. 
 
In questo senso, il Ministero russo della Difesa (Mindef) ha condannato l’aggressione del Pentagono ed ha denunciato la politica poco visionaria di Washington nell’eliminare il generale iraniano che era, ha affermato, un leader nella regione levantina. 
 
D’accordo col Mindef, il generale iraniano ha organizzato la lotta contro le formazioni terroristiche in Siria, molto prima dell’annuncio da parte degli Stati Uniti e di vari paesi occidentali della creazione di una coalizione internazionale per ipoteticamente combattere il terrorismo in Siria. 
 
Il leader supremo dell’Iran, ayatollah Seyyed Ali Khamenei, ha condannato i colpevoli dell’assassinio di Soleimani ed ha avvisato che dovranno aspettarsi una “dura vendetta”. 
 
“Il decesso di Qassem Soleimani non fermerà la sua missione, ma i criminali che hanno macchiato le loro mani col sangue del generale Soleimani e di altri martiri devono aspettare una dura vendetta”, ha sentenziato Khamenei in un comunicato. 
 
Da parte sua, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha giustificato attraverso il suo account in Twitter, l’avere ordinato la morte di uno dei capi militari più importanti dell’Iran. 
 
Le tensioni tra Washington e Teheran sono aumentate da quando in maggio del 2018 Trump ha deciso unilateralmente di abbandonare l’accordo nucleare firmato tre anni prima tra la nazione persiana e sei potenze mondiali. 
 
Ig/dfm

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