lunedì 22 Aprile 2024
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Dimostrata falsità delle accuse contro Siria per attacco chimico

Damasco, 22 gen (Prensa Latina) Le ultime evidenze pubblicate dimostrano la falsità dell'accusa contro il Governo siriano per degli attacchi ipotetici con sostanze chimiche nella regione di Duma, situata vicino a Damasco, in aprile del 2018. 

 
Non in maniera casuale, le smentite sorgono dal proprio seno dell’Organizzazione per la proibizione delle Armi Chimiche (OPAQ) e sono state emesse dall’esperto Iyan Henderson e confermano le denunce di Siria e Russia, e sono basate su documenti e dati mai considerati dagli Stati Uniti, dal Regno Unito e dalla Francia nel seno del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. 
 
Alla fine del 2019, perfino lo spagnolo Fernando Arias, attuale direttore dell’OPAC, che si suppone indipendente ma attiva collaboratrice dell’ONU, ha criticato la relazione finale su questi fatti dopo che si sono diffusi i dettagli sulla manipolazione, mancanza di prove ed impedimenti organizzativi da parte di fonti vincolate ma che hanno sollecitato l’anonimato davanti alle pressioni provenienti dai centri di potere occidentali. 
 
Allo stesso modo e nel decorso dei mesi finali del 2018, Mosca, Damasco e Teheran ed i mass media come la Red Voltaire o Al Masdar, tra gli altri, hanno insistito in queste denunce e la fretta degli Stati Uniti, del Regno Unito e della Francia per attaccare tre obiettivi in territorio siriano il 14 aprile di quell’anno, solo 24 ore dopo un assalto mediatico strettamente vincolato all’ipotetico attacco chimico. 
 
Perfino, prima del fatto, una commissione dell’OPAQ ha visitato, su richiesta del Governo siriano, il Centro di Investigazioni Scientifiche ubicato vicino a Damasco ed ha rivelato  che in quel luogo non c’era evidenza di fabbricazione di sostanze chimica destinate a fini bellici, ma nonostante tutto è stato uno dei luoghi bombardati dalle forze aeree di questi tre membri occidentali del Consiglio di Sicurezza. 
 
Nella più recente dichiarazione sul tema, Bashar Al Jaafari, delegato permanente di Siria presso le Nazioni Unite, ha affermato che “tutta l’informazione filtrata, specialmente il documento di Henderson, contraddice la relazione emessa dall’Ufficio del Direttore Generale dell’OPAQ”. 
 
“È tempo – ha sottolineato Jaafari, – che le Nazioni Unite prendano misure concrete ed immediate per salvaguardare l’indipendenza, la posizione e la credibilità dell’OPAQ e non permetta che alcuni paesi distruggano l’organizzazione e le Nazioni Unite”. 
 
Il delegato siriano ha aggiunto che si cerca un altro pretesto per ripetere qualcosa di simile a quello che è accaduto in Iraq e “per trovare pretesti per lanciare un’altra aggressione contro la nostra nazione”, senza evidenze, prove e trasparenza nelle investigazioni. 
 
Fino al 2018, quando la direzione generale dell’OPAQ era a carico del turco Ahmet Uzumcu, sostituito alla fine di quello stesso anno dall’attuale direttore, lo spagnolo Arias, le continuate relazioni dell’organizzazione sul tema sono state manipolate e tergiversate. 
 
Tali azioni hanno permesso che mezzi di comunicazione come la BBC, del Regno Unito, la statunitense CCN o il canale del Qatar Al Jazeera menzionassero senza nessuna prova, più di 200 presunti attacchi con sostanze chimiche da parte del Governo siriano in aree vicine a Damasco, o in luoghi come Aleppo, Idleb, Raqqa ed altre regioni di questa nazione del Levante. 
 
Adesso, nonostante si abbia saputo che erano tutte menzogne, nessuno di questi grandi mass media ed ovviamente Washington, Londra o Parigi, esistono smentite o rettifiche delle notizie false divulgate ampiamente, con un marcato messaggio satanizzante su Siria. 
 
Ig/pgh 

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