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Evo protesta tenacemente per impugnazione della candidatura di Choquehuanca

Buenos Aires, 26 feb (Prensa Latina) Il presidente boliviano legalmente eletto Evo Morales ha protestato energicamente per l'impugnazione da parte di Unità Nazionale contro la candidatura dell'ex cancelliere David Choquehuanca, che aspira alla vicepresidenza di questo paese per il Movimento al Socialismo (MAS). 

 
In un nuovo assalto contro questa forza, come è stato denunciato più volte dallo stesso Morales dopo il golpe di stato di cui è stato vittima, il deputato Amilcar Barral ha presentato l’impugnazione nella quale accusa l’ex ministro di non compiere il requisito della residenza permanente. 
 
Barral ha giustificato l’impugnazione argomentando che Choquehuanca avrebbe dovuto risiedere in Bolivia dal 2015 ma nel 2017 è stato scelto come segretario generale dell’ALBA (Alleanza Boliviariana per i Popoli di Nostra America), la cui sede è a Caracas. 
 
“L’impugnazione alla candidatura del fratello David Choquehuanca è parte del golpe di Stato razzista. Dimostra la paura che hanno del movimento indigeno ed, insieme alle inabilitazioni, è una prova chiara della pretesa di proscrivere il MAS”, ha denunciato Morales, che si trova a Buenos Aires in condizione di rifugiato politico dal 14 dicembre scorso. 
 
La settimana scorsa Morales e l’ex cancelliere Diego Pary, che aspiravano ad essere senatori, sono stati inabilitati dal Tribunale Supremo Elettorale con lo stesso argomento. 
 
Su Twitter, anche Choquehuanca ha risposto all’impugnazione di Barral sottolineando che “il mio progetto di vita e la mia residenza è stata sempre e continuerà ad essere Bolivia”. 
 
Ig/may 
  
   

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