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Risorse della Bolivia sono state la causa del golpe di Stato

La Paz, 27 feb (Prensa Latina) L'interesse delle multinazionali e del gran capitale nelle risorse naturali della Bolivia sono state le cause del golpe di Stato che ha espulso dal potere il presidente Evo Morales, ha affermato il sociologo ed analista politico Eduardo Paz. 

 
Un testo di Paz intitolato “Pericolo e subasta nell’economia boliviana”, segnala che un’alleanza di interessi stranieri e di oligarchie locali, una volta consumato il golpe con l’instaurazione di un governo affine, lavora assiduamente per appropriarsi delle risorse naturali del paese e recuperare le industrie nazionalizzate. 
 
In questo senso fa come esempio alcune delle decisioni prese dall’amministrazione della presidentessa immaginaria Jeanine Añez su titoli tanto importanti per il paese andino-amazzonico come la produzione di gas, petrolio, litio o soia. 
 
Paz, professore invitato in varie università dell’America Latina, denuncia che la liberalizzazione dell’economia boliviana è una delle bandiere del governo di Añez, che non misura in mezzi per debilitare il ruolo dello Stato nell’amministrazione dei beni nazionali. 
 
Settori strategici dell’economia come quello degli idrocarburi o dell’estrazione sono i più desiderati, ed il governo de facto lo sa, col risultato che ha espresso pubblicamente il suo interesse affinché non siano più sotto il controllo statale e passino nelle mani di compagnie straniere, ha affermato. 
 
Paz ricorda che pochi giorni fa il presidente di Giacimenti Petroliferi Pubblici Boliviani (YPFB), Herland Soliz, ha manifestato l’interesse che aziende come Shell e Repsol ritornino in Bolivia. 
 
YPFB è il risultato della nazionalizzazione degli idrocarburi da parte del presidente Evo Morales, la sua gestione durante questa tappa ed i dividendi che ha lasciato al paese sono stati elogiati ampiamente da specialisti ed istituzioni economiche e finanziarie. 
 
Tuttavia Soliz ha detto che la nazionalizzazione degli idrocarburi “ha avuto un effetto perverso per il paese perché è stato eliminato l’investimento delle aziende petrolifere straniere, sia in esplorazione che nello sfruttamento”. 
 
L’altro esempio che cita Paz è in relazione col processo di industrializzazione del litio, il minerale strategico più importante del paese e materia prima indispensabile per proseguire con la rivoluzione tecnologica globale. 
 
Le autorità de facto hanno rotto il contratto con l’azienda tedesca ACI System ottenuto dal governo di Morales per lo sfruttamento industriale di questo minerale, progetto nel quale Bolivia avrebbe avuto partecipazione maggioritaria e guadagni stimati in 4.500 milioni di dollari all’anno. 
 
 
Ig/avs 

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