giovedì 25 Aprile 2024
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America Latina in allerta per aumento di casi positivi a COVID-19

I paesi dell'America Latina si mantengono oggi in allerta per l'aumento di casi positivi al COVID-19, pandemia estesa a 144 nazioni. 

 
Brasile, paese di maggiore numero di casi diagnosticati della regione con 234, ha riportato questo martedì il suo primo morto come conseguenza del nuovo coronavirus SARS-CoV-2, situazione che mette in vigilanza estrema questa nazione sud-americana, e specialmente la città di Sao Paulo. 
 
Il sottosegretario di Salute, Josè Henrique Germann, ha precisato che il morto è un uomo di 62 anni con problemi di salute anteriori alla sindrome del virus come diabete, ipertensione ed iperplasia prostatica, che non aveva antecedenti di viaggi all’estero ed è considerato come un caso di trasmissione comunitaria del virus. 
 
In Ecuador, dove dirige uno Stato di Emergenza, i casi confermati di COVID-19 sono aumentati a 111, secondo un bollettino pubblicato dal Servizio Nazionale di Gestione di Rischi ed Emergenze (Sngre). 
 
La nuova cifra implica un incremento di 53 contagi, fatto che duplica quasi il numero di malati, rispetto ai 58, dichiarati ieri. 
 
Lo Sngre ha dichiarato che i morti per la malattia sono due, 451 persone si trovano dentro l’isolamento epidemiologico e 51 hanno concluso la vigilanza. 
 
Da parte sua, il governo del Perù è disposto a decretare lo Stato d’Emergenza se non si rispetta la quarantena volontaria vigente da ieri per frenare l’espansione di casi di coronavirus, che sono aumentati da 86 a 117 in questa giornata. 
 
Mentre in Cile è aumentata a 201 la cifra dei contagiati, 45 casi in più che nella giornata anteriore, ha informato il titolare della Salute, Jaime Mañalich. 
 
Davanti alla propagazione esponenziale del virus le autorità dell’Uruguay hanno allertato che la nazione presenta una precaria quantità di kit di diagnosi disponibili, confermando fino alla data 29 casi positivi. 
 
Fonti del Ministero della Salute Pubblica uruguaiano hanno indicato che si sottomettono alle prove diagnostiche specializzata solo quelli che presentano sintomi sospettosi, cioè una media di 20 pazienti giornalieri, quando, secondo gli specialisti, dovrebbe essere un numero per lo meno di 600. 
 
Dalla Colombia le autorità sanitarie hanno riportato otto nuovi casi diagnosticati con COVID-19, ubicati a Cartagena, Barranquilla, Bucaramanga, Cali e Bogotà, col quale il numero dei confermati arriva a 65 a livello nazionale. 
 
Nel comunicato numero 12 da quando il virus è arrivato in Argentina, il governo del presidente Alberto Fernandez ha dettagliato che attualmente hanno 65 casi attivi, di questi 56 sono arrivati dall’estero, nove sono stati per contagio di trasmissione locale e sono già stati scartati 464 sospetti, oltre a due morti e tre persone recuperate. 
 
In questa stessa linea, il ministro di Salute del governo de facto della Bolivia, Anibal Cruz, ha confermato questo martedì il caso numero 12 di coronavirus nel paese sud-americano, il quarto nel dipartimento di Santa Cruz. 
 
Al rispetto, la presidentessa interina immaginaria, Jeanine Añez, ha annunciato che in 48 ore rimarranno chiuse le frontiere aeree, marittime e terrestri per gli stranieri, ed in 72 ore si sospenderanno tutti i voli internazionali ed il trasporto terrestre interdipartimentale. 
 
D’altra parte, il governo del Venezuela ha confermato la necessità dell’isolamento sociale come unica maniera per frenare la crescita del nuovo coronavirus SARS-CoV-2 in questa nazione, dove fino ad oggi ci sono 33 pazienti diagnosticati. 
 
Odette Diaz Fumero, giornalista di Prensa Latina

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