martedì 16 Aprile 2024
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Cuba, USA e la rottura colombiana

La Repubblica di Cuba, da quando ha trionfato la sua Rivoluzione rivendicatrice, è stata vittima di azioni multiple terroriste, auspicate e dissimulate dalla maggioranza dei governi degli Stati Uniti, ed ora è accusata di essere una subdola protagonista del terrorismo dalla stessa potenza del nord. 

 
Immediatamente, davanti a tale sciocchezza, il Ministero di Relazioni Estere dell’isola ha affermato il suo rifiuto energico all’inclusione calunniosa della Repubblica di Cuba in una lista del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti riferita a paesi che, secondo loro, non cooperano pienamente con gli sforzi statunitensi contro il terrorismo, stesso concetto che è stato decisamente ratificato dal presidente Miguel Diaz-Canel. 
 
“Si tratta, afferma il comunicato ufficiale, di un elenco unilaterale ed arbitrario, senza fondamento, autorità e nessun appoggio internazionale e che, come si sa, serve solo a propositi di diffamazione e coercizione contro paesi che si rifiutano di rispettare la volontà del governo degli Stati Uniti nelle loro decisioni sovrane”. 
 
La storia è la seguente: come è ampiamente conosciuto, la delegazione di pace dell’Esercito di Liberazione Nazionale, ELN, della Colombia è in territorio cubano in virtù dell’abbandono repentino dell’Ecuador della sua condizione di sede e su sollecito dello stesso governo colombiano e dell’ELN, il processo di pace si è trasferito a L’Avana da maggio del 2018. 
 
Tale situazione di rispetto delle parti interessate, è servito come argomento principale brandito dal governo dagli Stati Uniti, visto che non accetta la presenza nel territorio nazionale cubano di membri della delegazione di pace dell’Esercito di Liberazione Nazionale, ELN, della Colombia. 
 
Questo dialogo di pace è cominciato il 7 febbraio 2017 a Quito, con Cuba, Brasile, Cile, Ecuador, Venezuela e Norvegia, nella loro qualità di garante su petizione delle parti. 
 
A partire dall’arrivo di Ivan Duque Marquez alla Presidenza della Colombia il 7 agosto 2018, rappresentanti di questo governo hanno sostenuto, dall’8 agosto di quell’anno, fino a gennaio del 2019, vari scambi con Cuba e con la delegazione di pace dell’ELN col proposito di continuare i dialoghi che avevano cominciato durante il mandato del presidente Juan Manuel Santos, processo nel quale la maggiore delle Antille ha agito con la dovuta discrezione e rigorosa obbedienza del suo ruolo di garante. 
 
Dopo l’attentato nella Scuola dei Cadetti di Polizia di Bogotà, del 17 gennaio 2019, il presidente della Repubblica di Cuba ed il Ministro di Relazioni Estere hanno espresso immediatamente le loro condoglianze al governo ed al popolo colombiani, in questione ai parenti delle vittime dell’attentato, ed hanno reiterato la ferma posizione del paese caraibico di rifiuto e condanna a tutti gli atti, metodi e pratiche terroristiche in tutte le loro forme e manifestazioni. 
 
In quel momento si fermano gli sforzi di pace, decidendo il governo colombiano di svolgere azioni politiche e legali contro la delegazione di pace dell’ELN che si trovava in territorio cubano e rompere il dialogo di pacificazione, con l’appoggio del governo degli Stati Uniti. 
 
L’atteggiamento di complicità manifesta del governo degli Stati Uniti implica il pericolo di essere assunto come un appoggio al terrorismo. È conseguente con l’intensificazione della politica di aggressione ed istigazione alla violenza contro Cuba, portata perfino ai paesi dove lavora personale cubano della salute in programmi bilaterali di cooperazione. 
 
Il Ministero di Relazioni Estere, da parte sua, ha sollecitato al governo colombiano affinché dichiari la sua posizione ufficiale sulle ragioni che lo riguardano per l’inclusione di Cuba nella lista elaborata dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e chiarisca quale è stato il ruolo e la posizione dei suoi funzionari negli scambi previ realizzati con gli Stati Uniti al riguardo. 
 
Come paese che è stato vittima del terrorismo, Cuba deplora ogni manifestazione di manipolazione ed opportunismo politico trattando un tema tanto sensibile. La verità che rimane allo scoperto è quella della manipolazione di interessi, dove Cuba da garante della pace è stata trasformata in protettrice del terrorismo, su proposito ed ordine degli Stati Uniti. 
 
 
Teodoro Renteria Arroyave, collaboratore di Prensa Latina

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