lunedì 22 Aprile 2024
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SARS-CoV-2: un virus endemico?

Benché la comunità scientifica internazionale lavori instancabilmente per trovare un vaccino che permetta di frenare la pandemia della COVID-19, questa desiderata immunizzazione potrebbe non essere la soluzione definitiva, perché esiste la possibilità reale che il SARS-CoV-2 diventi endemico. Così ha affermato recentemente l'Organizzazione Mondiale della Salute (OMS), secondo la quale il nuovo coronavirus “potrebbe essere arrivato per restare”. 

 
Il direttore di Emergenze Sanitarie di quell’entità internazionale, Michael Ryan, ha dichiarato al riguardo: “è importante che siamo realistici e non mi sembra che nessuno possa predire quando sparirà la malattia”. 
 
D’accordo con lo specialista, il SARS-Cov-2 potrebbe trasformarsi in un altro virus endemico, come quelli che abitualmente circolano nelle nostre comunità e non spariscono mai. 
 
Per definire le malattie endemiche, numerosi esperti e pubblicazioni scientifiche coincidono in che si tratta di patimenti che sono presenti in forma continua o ciclica in una regione geografica specifica, come la varicella o la malaria. 
 
La COVID-19, causata dal SARS-Cov-2, per il momento è considerata una malattia emergente scoperta per la prima volta alla fine del 2019 in Cina, con una sorprendente capacità di contagio che l’ha portata a trasformarsi rapidamente in pandemia ed ad infettare circa sei milioni di persone in 185 paesi. 
 
Benché il mondo basi le sue speranze sul ritrovamento di un vaccino, Ryan ha sottolineato che ciò potrebbe non essere sufficiente. Se si ottiene un’immunizzazione, affinché sia effettiva deve avere un’alta efficacia, con disponibilità per tutto il mondo ed applicata in forma massiva. 
 
In questo senso, ha fatto l’esempio del morbillo, per cui esiste un vaccino ma che non ha potuto essere eradicato e si mantiene da decadi come un virus endemico. 
 
Nonostante, ha detto, se una malattia diventi endemica, è possibile imparare a convivere con lei e trovare metodi di controllo, come è successo con l’AIDS. 
 
Luisa Maria Gonzalez, giornalista di Prensa Latina

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