sabato 20 Aprile 2024
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In Uruguay appoggiano solidarietà medica cubana attaccata da Washington

Montevideo, 26 giu (Prensa Latina) Mentre da distinte parti del mondo esigono postulare i medici cubani solidali per ricevere il Premio Nobel della Pace, negli Stati Uniti si sviluppa una legislazione per interrompere questa cooperazione, condanna oggi una rivista uruguaiana. 

 
“Caras y Caretas” smonta nella sua edizione settimanale le intenzioni dei senatori Rick Scott, Ted Cruz e Marco Rubio, presentando il disegno di legge intitolato “Fermare i guadagni del regime cubano”, nel quale si chiede al Dipartimento di Stato la lista dei paesi beneficiati dalle missioni mediche cubane. 
 
Un dettagliato articolo ricorda che questa cooperazione internazionale cubana è frequentemente attaccata da Washington e dagli attuali governi della Bolivia e del Brasile, che hanno espulso i medici dell’isola. 
 
“La cosa certa è che la cooperazione medica cubana è oggi ancora più ampia e gode del riconoscimento mondiale per la sua qualità professionale ed umanista e potrebbe essere maggiore se la priorità di Cuba non fosse, logicamente, garantire la protezione ed attenzione medica alla sua popolazione, anche attaccata dalla pandemia”, risalta la popolare rivista. 
 
Ed aggiunge di seguito che “sono molti di più i solleciti rispetto a quelli a cui può rispondere; ed il paese conta su molti più medici ed infermieri disposti a partecipare a missioni di cooperazione”. 
 
Espone che malgrado le pressioni degli Stati Uniti siano riusciti a forzare la sospensione dei servizi medici prestati da Cuba in Bolivia ed in Brasile, paesi dove hanno anche appoggiato un golpe di Stato, la gran maggioranza delle nazioni hanno respinto le minacce. 
 
Per la pubblicazione, questa condotta soffoca molti quei diplomatici statunitensi che conoscono bene, per l’esperienza diretta in paesi dove lavorano, la contribuzione positiva ed il prestigio delle missioni mediche di Cuba. “Mai prima d’ora la morale della diplomazia statunitense era stata così bieca, dedicata alla priorità di perseguire e tentare di dinamitare la cooperazione che dovrebbe fomentare”, conclude la versione giornalistica inserita anche nell’edizione digitale. 
 
Ig/hr 

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