domenica 21 Aprile 2024
AGENZIA DI STAMPA LATINOAMERICANA
Search
Close this search box.

Invito al dialogo in Colombia dopo le prove di un nuovo omicidio

Bogotà, 31 mag (Prensa Latina) Il senatore colombiano Gustavo Petro ha esortato oggi il presidente Iván Duque a dialogare con i leader dello sciopero nazionale in seguito all'omicidio di un sedicenne da parte della polizia.

Petro, legislatore del partito Colombia Humana, ha chiesto al presidente sul suo account Twitter di fermare gli omicidi durante le proteste e di affrontare le ragioni dei manifestanti.

Ha ricordato che la morte di civili per mano delle forze dell’ordine pubblico è considerata terrorismo di Stato e che se questa situazione dovesse continuare, si scatenerà “una violenza senza ritorno”.

Candidato alla presidenza della Colombia nel 2010 e nel 2018, il senatore ha descritto la morte del sedicenne Daniel Stiven per mano dei membri della Squadra Mobile Anti-Sommossa (Esmad) come un omicidio contro gli adolescenti.

“Un omicidio contro gli adolescenti poveri, a cui sono state chiuse le porte e che ora rapiscono, torturano e uccidono”, ha scritto Petro sul social network, sottolineando la vulnerabilità degli adolescenti senza risorse.

Secondo testimoni e familiari, l’adolescente di Siloè, Cali, stava tornando dal lavoro il 29 maggio quando, senza motivo apparente, è stato arrestato e picchiato dall’Esmad, poi il suo corpo è stato trovato incenerito con un colpo di pistola alla fronte.

Sulle reti sociali circolano immagini del ritrovamento, seguite da denunce per le azioni degli uomini in divisa e condanne per comportamenti che hanno causato la morte di quasi 70 colombiani dall’inizio dello sciopero nazionale del 28 aprile.

In seguito, migliaia di cittadini sono scesi in piazza per protestare contro i progetti di legge di natura neoliberista promossi dal governo Duque, ritenuti dannosi per la maggioranza lavoratrice e per i settori a basso reddito.

In più di un mese di proteste, diverse organizzazioni per i diritti umani hanno registrato, oltre ai morti, migliaia di feriti, detenzioni arbitrarie, sparizioni e stupri, tutti attribuiti alle azioni della polizia e dei militari, in particolare membri dell’Esmad.

Ig/avs

ULTIME NOTIZIE
NOTIZIE RELAZIONATE