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Criticano le misure del governo contro la protesta pacifica in Colombia

Bogotà, 18 giu (Prensa Latina) Diverse personalità politiche e sindacali colombiane oggi hanno criticato le misure presentate dal governo di Iván Duque che stranamente pensa così di "garantire i diritti della protesta pacifica".

Per la legislatrice Ángela María Robledo, il recente decreto del ministero dell’Interno “è una nuova provocazione per chi si mobilita pacificamente e scende in piazza per esprimere il proprio disagio cittadino”.

“Inganna @IvanDuque quando dice di rispettare la protesta pacifica. Ogni giorno la perseguitano di più. Un altro gesto di autoritarismo!”, ha scritto Robledo sul suo account Twitter. 

Allo stesso modo, Griselda Lobos, senatrice del partito Comunes, si è interrogata sulla stessa piattaforma perché il dialogo sia così difficile per questo governo.

“Devono risolvere tutto prendendo a calci e al limite della violenza con i cittadini. Adesso si scopre che modificano un decreto per reprimere ancora di più la protesta sociale”, ha rimarcato.

Oggi, su istruzione di Duque, il ministro degli Interni, Daniel Palacios, ha annunciato le misure adottate dal governo “per dare garanzie la protesta pacifica”.

Tra gli altri elementi, ha annunciato che è in corso la modifica del decreto che stabilisce che coloro che promuovono l’uso di mezzi per ostruire temporaneamente o permanentemente strade o infrastrutture, nonché coloro che sono convocati per scopi illegittimi, violenza o stigmatizzazione, non costituiscono una manifestazione pacifica.

”Si ribadisce il legittimo uso della forza secondo i principi di necessità, legalità, proporzionalità e differenziazione per neutralizzare i danni gravi, certi e verificabili che colpiscono l’ordine pubblico e la convivenza, mettendo a rischio la vita, e l’integrità delle persone, dei beni pubblici e privati”, ha sottolineato.

Per Fabio Arias, procuratore della Central Unitaria de Trabajadores, il governo invece di garantire la protesta e affrontarla con gli standard internazionali delle Nazioni Unite o dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro la “stigmatizza ferocemente”.

Ig/otf 

 
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